XXV Giornata nazionale del sollievo

La Diocesi di Ragusa, attraverso l’Ufficio per la Pastorale della Salute, ha dato vita a un ricco programma di appuntamenti in occasione della Giornata Nazionale del Sollievo 2026, un tempo dedicato alla cura, alla vicinanza e alla consolazione verso chi vive la malattia e la sofferenza.

Il percorso si è aperto il 29 maggio presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue con l’incontro “Maria Madre della Solitudine – I Ministri della Consolazione”. Don Giorgio Occhipinti e la dott.ssa Rosa Giaquinta hanno guidato una riflessione profonda sul ruolo della comunità cristiana nell’accompagnare persone e famiglie nei momenti più delicati della vita, offrendo ascolto, sostegno e presenza.

Il 30 maggio, nella Parrocchia di S. Maria Ausiliatrice, la XXXV Giornata del Sollievo ha posto al centro il tema “Io mi prendo cura”, un richiamo alla responsabilità condivisa di costruire reti di vicinanza capaci di generare speranza e sollievo. Dopo gli interventi di rappresentanti istituzionali, sanitari e del volontariato, la celebrazione eucaristica presieduta da don Occhipinti – animata dal Coro Mariele Ventre – ha ribadito il valore della cura come gesto umano e spirituale. La serata ha visto anche un omaggio artistico a Franco Battiato attraverso l’opera “La Cura” dell’artista Daniela Sellini.

A completare il percorso, il 31 maggio il sagrato della Chiesa di Santa Maria delle Scale ha ospitato la mostra d’arte “CurArte”, con opere di sette artisti del territorio. La benedizione degli artisti e delle loro creazioni ha sottolineato come l’arte possa diventare linguaggio di sollievo, bellezza e speranza. Le opere resteranno esposte fino al 2 giugno.

Tre momenti diversi, un unico filo conduttore: la cura come stile di vita, come responsabilità condivisa e come testimonianza concreta del Vangelo della consolazione.

La Pastorale della Salute è chiamata a testimoniare ogni giorno il Vangelo della compassione, promuovendo una cultura della cura che valorizzi le cure palliative, l’umanizzazione dell’assistenza e l’attenzione ai più fragili.

«Prendersi cura – afferma don Giorgio Occhipinti –  significa riconoscere la dignità della persona in ogni fase della vita, offrendo ascolto, accompagnamento, sostegno umano e spirituale. Il sollievo non è soltanto risposta alla sofferenza fisica, ma è presenza che consola, relazione che sostiene, comunità che non lascia sola la persona malata».