Mons. Carmelo Cuttitta (2015-2020)

///Mons. Carmelo Cuttitta (2015-2020)

S.E. Mons. Carmelo Cuttitta è nato a Godrano, provincia ed arcidiocesi di Palermo, il 24 marzo 1962.

Ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Giovanni Evangelista” come alunno del Seminario arcivescovile maggiore di Palermo, ottenendo il Baccellierato in teologia e frequentando, in seguito, i corsi per la Licenza. Ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 10 gennaio 1987, per l’imposizione delle mani del card. Salvatore Pappalardo.

Ha svolto i seguenti incarichi: vice rettore del Seminario arcivescovile maggiore “San Mamiliano” (1987-1988); assistente diocesano dell’Azione Cattolica giovani (1987-1995); vicario parrocchiale della parrocchia “S. Atanasio” a Ficarazzi (1988-1990); segretario particolare dell’Arcivescovo di Palermo (1990-1996); segretario aggiunto della Conferenza Episcopale Siciliana (1991-2007); membro del Consiglio presbiterale (1997-2007); membro del Collegio dei Consultori (2002-2007); parroco della parrocchia San Giuseppe Cottolengo (1996-2007); dal 2004 è commissario arcivescovile della Congregazione degli Angeli (Ente gestore della Scuola Cattolica “S. Lucia”).

E’ stato membro della Commissione liturgica diocesana e della Commissione diocesana per lacanonizzazione del Servo di Dio don Giuseppe Puglisi; consulente ecclesiastico del Centro di Pastorale familiare; membro del Comitato regionale preparatorio al Convegno ecclesiale di Verona. Nel 2004 è stato nominato Cappellano di Sua Santità.

Il 28 maggio 2007 è stato nominato da Papa Benedetto XVI Vescovo titolare di Novi e ausiliare dell’Arcidiocesi di Palermo; ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 7 luglio 2007 per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo mons. Paolo Romeo.

In seno alla Conferenza Episcopale Siciliana ricopre l’incarico di Segretario.

Lo Stemma Episcopale

 

Secondo la tradizione araldica ecclesiastica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:

– uno scudo che può presentare varie forme e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita o ad altro;

– una croce astile ad un braccio traverso posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;

– un cappello prelatizio detto galero, con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato, il tutto di colore verde;

– un cartiglio inferiore recante il motto. Nel nostro caso si è scelto uno scudo di foggia gotica e una croce in oro, con cinque gemme rosse per simboleggiare le piaghe di Cristo e con quattro piccoli lobi lanceolati per indicare i raggi.

Il motto: IN OMNIBUS CHRISTUS

Per il proprio motto Mons. Cuttitta ha scelto le parole “In omnibus Christus”, “Cristo è tutto in tutti”, tratte dalla Lettera di S. Paolo Apostolo ai Colossesi (Cf.3,11), testo che esalta il primato di Cristo su qualunque differenza culturale, di razza o di pensiero. Si intende più precisamente indicare la centralità di Cristo e la sua Signoria sul cosmo, sulla storia, sull’uomo e su ogni azione che compiamo. La centralità del Cristo in noi e in ogni azione è la sintesi del nuovo ministero episcopale di Mons. Cuttitta. Interpretazione dello stemma

La metà dello scudo è in azzurro, sfondo che simboleggia il distacco dai valori mondani e l’ascesa dell’anima verso Dio, quindi il percorso delle Virtù che s’innalzano sulle cose di questa terra verso l’incorruttibilità della volta celeste.

Su questo colore campeggia il sole “caricato” del monogramma di Gesù Salvatore dell’Umanità (IHS), a significare che Gesù Cristo è la fonte di luce che deve entrare in tutti noi per condurci sulla via della Verità e verso la Salvezza.

L’altra metà è in oro, il metallo più nobile, simbolo della prima Virtù, la Fede; infatti, è solo grazie alla Fede che possiamo comprendere pienamente il messaggio d’amore e di salvezza di Cristo. Su questo colore campeggia la torre che simboleggia la Beata Vergine Maria, la “Turris eburnea” delle litanie lauretane, invocata anche come Vergine del Carmelo, che richiama, perciò, il nome del vescovo. La torre in araldica identifica l’edificio che offre rifugio e protezione nelle avversità; Mons. Cuttitta intende porre il suo nuovo ministero sotto la protezione della Madonna. Inoltre, la torre rappresenta anche l’edificio della Chiesa, “la mistica torre” (Pastore di Erma,Vis. 3,31), la Chiesa degli eletti, di cui Maria è figura, nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo.     I gigli, in forma araldica, sono il simbolo di Santa Rosalia, Patrona di Palermo, il suo nome deriva dalla contrazione di due termini latini rosa e lilium, il giglio appunto. Con essi si vuole far riferimento alla Diocesi di origine del vescovo.

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