Via Crucis Cittadina “cammini di speranza sui passi di Cristo”
Carissimi fratelli e sorelle amati da Dio, anche quest’anno si rinnova l’appuntamento, voluto dal nostro vescovo Giuseppe, con la Via Crucis in ogni città della diocesi, partecipata da tutte le comunità parrocchiali. Un prezioso momento di riflessione e di annuncio della passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, che costituisce il nucleo della fede cristiana e il fondamento della nostra speranza. Il cammino doloroso di Gesù verso il calvario è segno di una vita spesa per amore e richiamo alle tante esistenze segnate dalla sofferenza e dalla solitudine. Il Figlio dell’uomo affronta l’agonia, la lotta e l’abbandono, non senza paura, e ci incoraggia a guardare a Lui sofferente, a camminare al suo fianco, sentendoci amati, sostenuti, incoraggiati.
L’autore della lettera agli Ebrei (Eb 6,18) ci dice di aggrapparci alla speranza che ci viene proposta, di farlo perché la speranza è un’ancora già fissata sull’altra riva. È una speranza che non delude; non delude mai. Nella disperazione più grande, Giobbe non perde la speranza, che consiste nel sapere che Dio vive, nel ricordare e guardare all’ancora dove abbiamo fissato la speranza. Perché la speranza non delude.
La speranza è audace e fa vedere oltre la paura e lo sconforto. Se innesteremo in noi la speranza di Cristo, la sua forza rinnoverà le nostre esistenze. Lasciamo dunque che la sua speranza trabocchi in noi. La sua Pasqua è il momento della speranza che esplode e scatena una grande speranza per noi. Lasciamoci contagiare dalla speranza portata da Cristo per imparare a coltivarla in noi. Per coltivare occorre seminare, anzi “lasciarsi contaminare inguaribilmente dalla speranza della risurrezione” (don Tonino Bello).
Pertanto è necessario fondare le speranze umane sulla speranza teologale. Vi è una speciale circolarità tra le tre virtù teologali “perché, se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa essere credibili, è solo la carità che ci fa essere creduti. Il centro e la fonte, da cui scaturisce la loro circolarità, è il Calvario” (don Tonino Bello). Il Calvario, allora, non è soltanto la fontana della carità, ma anche la sorgente della fede e della speranza. Solo una Chiesa che crede nel suo Signore crocifisso e risorto, carica di speranza, sarà capace di dare speranza anche al mondo.
La partecipazione alla Via Crucis sarà l’occasione per invocare dal Signore la grazia di vivere una salda attesa, affinché la Chiesa e ciascuno di noi possa divenire portatore di speranza e luce nel nostro mondo sconvolto da tanta sofferenza.
Un sentito ringraziamento va alla Consulta delle Aggregazioni laicali per aver proposto questa bella iniziativa e per aver preparato il libretto di preghiera e meditazione sulla passione di Cristo con delle straordinarie testimonianze di vita che “brillano di speranza”.
Sac. Sebastiano Roberto Asta, Vicario generale
