Il primo gesto di Papa Leone a Lampedusa
L’aereo con a bordo Leone XIV è atterrato alle 9 all’aeroporto di Lampedusa. Ad accogliere il Pontefice l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, il Prefetto di Agrigento ed il Sindaco di Lampedusa.
Il primo gesto del Papa sull’isola è stata la visita al cimitero, un gesto simbolico, non solo un rituale del protocollo vaticano, che sottolinea il principio evangelico: ricominciare dai nomi.
Leone XIV non inizia questa visita pastorale dalla iconica Porta d’Europa, presso la quale si è recato di seguito e dove ha incontrato una famiglia di migranti, né dal molo Favaloro ora intitolato a Papa Francesco; la inizia dal cimitero, depositando fiori sulle tombe, lì dove per lui non ci sono semplicemente dei morti ma persone delle quali solo il mare conosce i nomi. Il Magistero della Chiesa insiste per indicare al mondo che non sono essere anonimi e nemmeno vanno ricordati con una parola sgradita: migranti.
Anche al molo Favaloro, dove il Papa ha benedetto una targa che intitola il Molo a Papa Francesco, in ricordo della sua visita di 13 anni fa, Leone XIV ha incontrato un gruppo di migranti accompagnati dalla Croce Rossa: è un omaggio a quanti con generosità svolgono il loro lavoro nell’opera di accoglienza e di assistenza e ai sentimenti solidali dell’isola, porta dell’Europa verso l’Africa.
Il campo sportivo di Lampedusa, dove è stato allestito l’altare sul quale il Pontefice celebrerà l’Eucarestia, è un luogo senza muri e senza barriere, a raffigurare l’apertura della Chiesa al mondo. Fin dalle 7:30 di stamani è colmo di fedeli; provengono in gran parte dalle diocesi siciliane e stanotte hanno affollato i traghetti che li hanno condotti a Lampedusa, allietando la nottata con inni ne canti. Cappellino e bandierine per tutti ma in molti indossano una maglietta bianca sulla quale è scritto “Ero straniero e mi avete accolto”: una beatitudine evangelica da imprimere anche nei cuori.
