Vincenza, il coraggio di rinascere
Ogni donna che arriva nella Casa di Accoglienza “Io sono con Te” porta con sé una storia unica, spesso segnata da sofferenza, paura e violenza. Ma ogni percorso custodisce anche la possibilità di una rinascita. Quella di Vincenza è la testimonianza di come l’accoglienza, l’ascolto e l’accompagnamento possano restituire speranza, dignità e futuro a chi ha trovato il coraggio di chiedere aiuto.
Mi chiamo Vincenza, ho 26 anni e vengo da una città della provincia di Siracusa.
Sono arrivata in questa casa dopo aver vissuto una relazione segnata dalla violenza e dal controllo. Avevo trovato il coraggio di raccontare quello che stavo vivendo in un bar vicino casa e, grazie all’incontro con il direttore della Caritas Diocesana di Ragusa, Domenico Leggio, sono stata indirizzata verso questa struttura di accoglienza. Da quel momento è iniziato il mio percorso di rinascita.
Non ero mai entrata in una casa di accoglienza e non sapevo cosa aspettarmi. Qui, invece, ho trovato ascolto, rispetto e persone che hanno creduto in me quando io non riuscivo più a farlo. Durante gli anni trascorsi in questa struttura ho ricominciato a vivere: ho seguito un percorso personale, ho lavorato, ho fatto nuove esperienze e, soprattutto, ho ritrovato la fiducia in me stessa.
Per molto tempo il mio ex mi aveva convinta di non valere nulla. Mi umiliava, mi isolava dalla mia famiglia e mi faceva credere che non fossi capace di costruire una vita diversa. Oltre alla violenza psicologica, ho subito anche violenze fisiche. Ricordo ancora il giorno in cui mia nonna sentì le mie urla al telefono e chiamò i carabinieri. Prima del loro arrivo lui mi chiuse in bagno, mi legò a una sedia e mi ruppe il telefono. In quei momenti pensavo di non avere alcuna possibilità di uscire da quell’incubo.
Il cammino non è stato semplice. Ci sono stati momenti di sconforto e tante difficoltà, ma non sono mai stata lasciata sola. Gli operatori e i volontari mi hanno accompagnata passo dopo passo, aiutandomi anche a ricostruire il rapporto con la mia famiglia e a riscoprire il mio valore.
Oggi guardo al futuro con speranza. So che il passato farà sempre parte della mia storia, ma non definirà più chi sono. Ho imparato a rispettarmi, a credere nelle mie capacità e a costruire una vita fondata sulla libertà, sulla dignità e sulla consapevolezza di non essere più sola.



