LA CAMPANA DELLA LEGALITÀ – A Giarratana la benedizione della nuova campana dedicata al Beato Rosario Angelo Livatino, magistrato e martire della giustizia

Domenica 9 novembre, alle ore 11:00, a Giarratana, nella Chiesa di San Bartolomeo, la parrocchia Maria SS. Annunziata e San Giuseppe celebrerà la benedizione della nuova campana dedicata al Beato Rosario Angelo Livatino, il giovane magistrato ucciso dalla mafia nel 1990 e proclamato beato nel 2021 come “martire della giustizia e indirettamente della fede”.

La cerimonia sarà presieduta dal Vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, e vedrà la partecipazione della comunità cittadina, delle istituzioni civili e militari e dei fedeli che vorranno condividere questo momento di profonda commozione e riconoscenza. Un segno di memoria, fede e speranza risuonerà nella cittadina degli Iblei.

La campana, realizzata dalla Fonderia “M. Virgadamo” di Luigi Mulè Cascio (Burgio, AG) e donata dalla Cappello Group SpA, rappresenta un simbolo tangibile di memoria e di speranza. È la prima campana al mondo dedicata al Beato Livatino; ogni suo rintocco vorrà ricordare il sacrificio del “Giudice Ragazzino” e di quanti, con coraggio e senso dello Stato, hanno donato la vita per la giustizia e la libertà della Sicilia dal giogo mafioso.

«Livatino, piccolo giudice, come ebbe a spiegare Sciascia, da domenica ci farà sentire nuovamente la sua voce – sottolinea il parroco, don Francesco Ottone. – Ogni giorno, il bronzo che il Vescovo Giuseppe benedirà ricorderà in questo piccolo paese degli Iblei, l’attività e il sacrificio di un magistrato umile, consapevole del proprio servizio allo Stato, per il quale l’amministrazione della giustizia rappresentava un atto di fede, con la speranza certa di arrivare a conseguire la verità».

«Con il dono questa campana – dichiara Giuseppe Cappello, presidente del gruppo industriale Cappello Group SpA, nato proprio a Giarratana – vogliamo rendere vivo il messaggio di Rosario Livatino, uomo di legge, un esempio limpido di fede incarnata nella vita civile e nella responsabilità professionale. Il suo sacrificio continua a parlare al cuore di tutti noi e la vita dei martiri di ieri si mescola con il sangue dei martiri dell’oggi». E la Chiesa, come ha avuto modo di ribadire il Vescovo, desidera che il suono delle campane parli dei testimoni di ieri come dei testimoni di oggi.