Inizio del Mese Giubilare nel 100° anniversario di erezione canonica della parrocchia Sacro Cuore di Vittoria
CUSTODI FEDELI DELLA VIGNA DI DIO
- Carissimi Confratelli Sacerdoti, fratelli e sorelle nel Signore, con profonda gioia celebro questa santa Eucaristia per dare inizio al Mese Giubilare nel centenario della erezione canonica di questa parrocchia. Oggi rendiamo grazie per un secolo di fede, di celebrazioni di sacramenti, di testimonianza evangelica, di carità operosa e di santità quotidiana. Per questo anniversario ho voluto emanare uno speciale Decreto, con il quale ho indetto questo tempo giubilare, concedendo ai fedeli di questa comunità, come pure a quanti parteciperanno alle celebrazione visiteranno questa chiesa, le grazie spirituali previste dalla Chiesa.
- Il Giubileo è anzitutto un tempo di grazia, una visita particolare della misericordia di Dio, una chiamata alla conversione e alla santità. Esorto pertanto ciascuno di voi – famiglie, giovani, anziani, associazioni, gruppi ecclesiali e tutti coloro che si sentono figli di questa comunità – a vivere intensamente questo tempo. Non lasciate che il Giubileo passi come un evento esteriore. Fate in modo che esso diventi un’occasione concreta per riconciliarvi con Dio, per riscoprire la bellezza dell’Eucaristia, per accostarvi con maggiore frequenza al sacramento della Penitenza, per intensificare la preghiera e per rinnovare la carità verso i fratelli.
- La Parola di Dio che abbiamo ascoltato illumina il significato di questa celebrazione. Nella seconda Lettera di Pietro, l’Apostolo ricorda che la vita cristiana è un cammino di crescita continua: «Mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno e all’amore fraterno la carità» (2Pt 1,5-7). È una pagina che sembra scritta appositamente per una comunità che celebra cento anni di storia. La memoria del passato, infatti, non basta. Una comunità non vive dei meriti accumulati, ma della fedeltà presente al Vangelo. Il centenario deve essere l’inizio di una nuova stagione di responsabilità ecclesiale.
- La fede ricevuta dai padri deve diventare fede vissuta dai figli. La gratitudine per ciò che è stato deve tradursi in disponibilità per ciò che il Signore oggi ci affida. Per questo il Mese Giubilare deve diventare per tutti un tempo di autentico discernimento spirituale. Quale volto di Chiesa il Signore desidera da noi? Quale testimonianza evangelica siamo chiamati a offrire nella Vittoria di oggi? Come possiamo annunciare Cristo alle nuove generazioni? Come possiamo essere una comunità che accoglie, ascolta, accompagna e sostiene? Sono interrogativi che riguardano tutti. Non soltanto i sacerdoti o gli operatori pastorali: ogni battezzato è corresponsabile della missione della Chiesa.
- Il Vangelo di Marco ci propone la parabola dei vignaioli omicidi. Il padrone ha preparato la vigna con cura e l’ha affidata ai contadini. Essi, però, finiscono per comportarsi come padroni di ciò che hanno ricevuto soltanto in amministrazione. È un monito quanto mai attuale che ci consegna la parabola. La Chiesa non è nostra. La parrocchia non è nostra. Le strutture, le opere, le tradizioni e persino la storia che oggi celebriamo non ci appartengono. Tutto è dono di Dio. La tentazione dei vignaioli è quella di appropriarsi della vigna; la vocazione dei discepoli è invece quella di custodirla e farla fruttificare per il Signore. Anche questa comunità è una vigna amata da Dio. Cento anni fa il Signore l’ha piantata; in questi cento anni l’ha irrigata con la sua grazia e con l’impegno e la dedizione di uomini e donne che hanno lavorato con fede, sacrificio e amore perché questa porzione del suo popolo crescesse, portasse frutto e testimoniasse il Vangelo nel nostro territorio. Oggi il Signore viene ancora a cercare i frutti della sua vigna. Cerca il frutto della fede autentica. Cerca il frutto della comunione. Cerca il frutto della missione. Cerca il frutto della carità.
- Carissimi fratelli e sorelle, penso con particolare affetto alla recente Visita Pastorale che ho avuto la gioia di compiere in questa parrocchia. In quei giorni ho potuto incontrare le diverse realtà ecclesiali, ascoltare le vostre attese e le vostre speranze, condividere momenti di preghiera e di fraternità. Ho incontrato una comunità ricca di energie spirituali e pastorali, profondamente legata alla propria identità e desiderosa di camminare insieme. Come vi ho scritto nella Lettera a conclusione della Visita Pastorale, provo ancora oggi una grande gioia nel ricordare il tempo trascorso con voi. La bellezza dell’incontro e della condivisione ha accompagnato ogni momento della mia presenza tra voi. Desidero, pertanto, rinnovare il mio più sincero e riconoscente ringraziamento all’intera comunità parrocchiale, e in particolare al parroco, don Ettore Todaro, e al vicario parrocchiale, don Vito Intanno, per la generosa dedizione con cui svolgono il loro ministero pastorale.
- La mia gratitudine si estende anche a tutti coloro che, secondo i diversi compiti, responsabilità e carismi, contribuiscono con spirito di servizio alla vita e alla missione della parrocchia. In tutto questo ho potuto riconoscere alcuni dei frutti che il Signore continua ad attendere dalla sua vigna: il frutto della comunione, della corresponsabilità e della carità operosa. Frutti che non nascono soltanto dall’impegno umano, ma trovano la loro sorgente nell’amore di Cristo, che continuamente sostiene e rinnova il cammino del suo popolo. Il Sacro Cuore di Gesù, sorgente inesauribile di amore, di misericordia e di rinnovamento spirituale, continui ad accompagnare e sostenere il cammino di questa comunità parrocchiale. Renda sempre più viva la testimonianza evangelica dei suoi membri e faccia risplendere la parrocchia di una santità semplice e contagiosa, capace di parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo. Il Signore vi chiede di proseguire il cammino con rinnovato entusiasmo, superando ogni forma di stanchezza, di chiusura o di rassegnazione. Vi invita a guardare al futuro con speranza, certi che lo Spirito Santo continua ad operare in mezzo a voi.
- Questo Mese Giubilare sia un tempo per rimettere Cristo al centro della vita personale e comunitaria. Le celebrazioni, le iniziative culturali, gli incontri e i momenti di festa avranno valore soltanto se ci aiuteranno a incontrare più profondamente il Signore Gesù e a camminare sulla strada della santità. La vostra parrocchia porta il nome del Sacro Cuore di Gesù, sorgente di misericordia e di amore. Guardando a quel Cuore trafitto impariamo che la vera grandezza della Chiesa consiste nell’amare come Cristo ama, nel servire come Cristo serve, nel donarsi come Cristo si dona. Guardiamo al futuro con fiducia, quella che nasce dalla certezza che il Signore continua a camminare con noi e a guidare la sua Chiesa. Questo mese di grazia sia allora un tempo nel quale ravvivare la speranza nelle famiglie, sostenere il coraggio dei giovani, confortare gli anziani, accompagnare chi soffre e offrire a quanti sono alla ricerca di senso la testimonianza credibile di una comunità che vive il Vangelo con gioia e autenticità.
- Affidiamo questo anno centenario e questo Mese Giubilare all’intercessione della Vergine Maria. Ella, che ha accompagnato il cammino di questa comunità nel corso di un secolo, continui a custodirla sotto il suo manto materno. Il Signore benedica questa parrocchia, le sue famiglie, i suoi giovani, i suoi anziani, i suoi ammalati e tutti coloro che qui vivono e operano. E il secondo secolo di vita della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù sia ancora più fecondo di fede, di speranza e di carità, per la gloria di Dio e per il bene della Chiesa. Amen.
