«DOVE IL VANGELO ABITA LA VITA» Inizio del ministero pastorale di Parroco di padre Salvatore Mallemi a San Giacomo Bellocozzo

  1. Carissimi fratelli e sorelle, ci troviamo oggi attorno all’altare del Signore per accompagnare con la preghiera l’inizio del ministero pastorale di padre Salvatore Mallemi in questa comunità parrocchiale della Beata Maria Vergine di Lourdes. La pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato ci aiuta a comprendere il volto del pastore secondo il cuore di Cristo. Gesù entra nella sinagoga e incontra un uomo che ha la mano destra inaridita. Non è un semplice dettaglio narrativo: nella cultura biblica, la mano destra rappresenta la capacità di agire, lavorare, costruire e donare. Quell’uomo porta, dunque, una ferita che limita la sua possibilità di vivere pienamente. Mentre tutti gli altri si concentrano sulla questione del sabato, il Signore concentra il suo sguardo sulla persona che ha davanti. Non passa oltre, non rimane distante dalla sua sofferenza, ma lo chiama: «Alzati e mettiti qui in mezzo» (Lc 6,8). In queste parole è racchiusa una vera visione di Chiesa e anche lo stile del pastore. Gesù si avvicina a chi rischia di rimanere ai margini; lo guarda, lo chiama, lo porta al centro e gli restituisce dignità. Prima ancora di guarire la sua mano, gli restituisce un posto nella comunità. Poi Gesù pone la domanda: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o distruggerla?» (Lc 6,9). Il problema non è il sabato, che rimane dono santo di Dio, ma il modo in cui si comprende Dio e la sua Legge. Gesù mostra che il sabato, proprio perché è il giorno consacrato al Signore, deve diventare uno spazio nel quale l’uomo ritrova vita, dignità, libertà e speranza.
  1. Questa parola oggi il Signore la pronuncia per padre Salvatore e per la comunità di San Giacomo Bellocozzo. Se Gesù ci insegna a guardare anzitutto la persona, anche la nostra pastorale non può fermarsi alle attività o alle mura della chiesa: deve incontrare la vita là dove realmente accade. Il territorio diventa così un luogo nel quale il Signore continua a farsi presente, perché è lì che uomini e donne lavorano, educano i propri figli, e affrontano le fatiche di ogni giorno. Se poi tutto questo accade in un posto come questo, dove la bellezza della natura, il paesaggio e l’operosità quotidiana delle persone costituiscono una ricchezza da riconoscere e valorizzare, allora il territorio non è soltanto lo spazio nel quale vive una comunità, ma diventa parte della sua identità e della sua missione. San Giacomo Bellocozzo, con le sue famiglie, il lavoro della terra, le aziende, l’agricoltura e le attività produttive, custodisce una parte importante dell’identità del territorio. La Visita pastorale mi ha permesso di incontrare la comunità proprio nei luoghi della sua vita quotidiana: la scuola, le case degli ammalati, le attività commerciali, le aziende. È proprio dentro questa quotidianità che il Vangelo cresce. San Paolo ci ricorda che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta (1Cor 5,6). La presenza di Cristo, infatti, non rimane confinata negli spazi della chiesa, ma entra nelle relazioni, nel lavoro, nelle famiglie e nelle scelte quotidiane.
  1. Per questo, caro padre Salvatore, desidero affidarti una parola importante per il tuo ministero: prossimità. La prossimità è uno stile di vita pastorale: significa uscire e andare incontro alle persone, là dove vivono la loro quotidianità, perché è proprio lì che il Signore continua a seminare la sua Parola. Vai nelle case; entra con discrezione nella vita delle famiglie; incontra gli anziani e gli ammalati; accompagna i giovani; avvicinati a chi lavora nei campi, nelle aziende e nelle attività del territorio. Il sacerdote diventa realmente pastore quando conosce le strade della sua parrocchia e le percorre per incontrare le persone, quando, lascia che le loro vite entrino nel proprio cuore e diventino parte della sua preghiera. La prossimità, allora, non è più soltanto una modalità dell’agire pastorale, ma diventa una forma concreta di annunciare il Vangelo attraverso una presenza che sa ascoltare e accompagnare. San Giacomo può diventare, in questo senso, un vero laboratorio di una pastorale della prossimità. La bellezza del territorio, il lavoro, le attività produttive e, soprattutto, la ricchezza delle relazioni possono essere accolti come doni e messi a servizio della missione. Per la sua particolare posizione, poi, la parrocchia potrà diventare sempre più uno spazio nel quale la comunità locale trova un punto di riferimento e nel quale anche la comunità diocesana possa ritrovarsi per vivere momenti di formazione, di fraternità e di preghiera. Penso in particolare ai giovani e alle famiglie, che hanno bisogno di luoghi nei quali incontrarsi, dialogare, pregare e condividere esperienze significative. Questa comunità può accogliere momenti di spiritualità, percorsi vocazionali, incontri per giovani e famiglie, facendo della bellezza del creato e della semplicità di questo ambiente una risorsa preziosa per la vita ecclesiale.
  1. Caro padre Salvatore, in questo cammino il Signore ti mette accanto la presenza preziosa di padre Gino Scrofani. La sua esperienza, maturata nella preghiera, nella celebrazione, nell’ascolto delle persone e nella fedeltà quotidiana al ministero, insieme alla conoscenza delle comunità e del territorio, costituisce per te una ricchezza da accogliere e custodire. Potrai lasciarti accompagnare dalla sua testimonianza, dalla sua esperienza e da quella sapienza discreta che nasce dagli anni vissuti al servizio del Vangelo. La presenza di padre Gino accanto a te ci ricorda anche una verità preziosa della vita della Chiesa: nessuno cammina da solo e ogni stagione della vita porta con sé un dono da condividere. La Chiesa ha bisogno dell’entusiasmo e della forza dei giovani, così come della sapienza e della memoria di chi ha percorso più a lungo le sue strade. Ha bisogno di radici profonde, ma anche di uno sguardo aperto al futuro; della memoria che custodisce ciò che è stato e della novità che sa riconoscere ciò che il Signore sta facendo nascere. Per questo, caro padre Salvatore, accogli questa presenza non soltanto come una collaborazione nel ministero, ma come una grazia: camminate insieme, mettendo in comune doni, esperienze e sensibilità diverse, perché dalla comunione tra le generazioni possa nascere una Chiesa più ricca, più accogliente e più capace di guardare con fiducia al futuro.
  1. Desidero rivolgere una parola affettuosa anche a padre Franco Ottone, perché il Signore affida a voi sacerdoti una particolare responsabilità di collaborazione pastorale. Padre Salvatore sarà parroco di questa comunità e, nello stesso tempo, vicario parrocchiale della comunità cristiana di Giarratana; padre Franco, parroco a Giarratana, svolgerà il servizio di vicario parrocchiale qui a San Giacomo. Attraverso queste scelte, la Diocesi indica una strada di collaborazione sempre più intensa tra le comunità e tra i presbiteri, perché le energie pastorali siano condivise e messe al servizio di un’unica missione. San Giacomo e Giarratana potranno così conoscersi sempre più, condividere esperienze e iniziative, sostenersi reciprocamente e vivere concretamente quella fraternità sacerdotale che è segno di una Chiesa sinodale, nella quale le comunità non vivono come realtà isolate, ma imparano a riconoscere i doni che il Signore ha posto in ciascuna di esse e a metterli in comune, nella certezza che la comunione non impoverisce, ma moltiplica le energie e rende più feconda la missione.
  1. Padre Salvatore, ricevi questa responsabilità come una chiamata a dilatare il cuore. Il sacerdote appartiene alla Chiesa intera e non una sola comunità: per questo viene mandato là dove il Vescovo riconosce un bisogno pastorale e, insieme, una possibilità di bene, per il sacerdote stesso e per il popolo di Dio. La tua esperienza, maturata nel servizio pastorale in altre parrocchie della Diocesi, nell’impegno con i giovani come assistente zonale dell’Agesci e nell’accompagnamento del Rinnovamento nello Spirito come consigliere spirituale diocesano, potrà offrire a questa comunità una ricchezza di relazioni, di sensibilità e di esperienza pastorale. Porta con te quanto hai imparato e vissuto, ma vieni anche con il cuore disposto a lasciarti arricchire da ciò che questa comunità saprà donarti. Qui troverai molti che già, senza clamore, sostengono e fanno crescere la vita della comunità. Tu sappi riconoscerli e valorizzarli, promuovendo la partecipazione, la corresponsabilità delle famiglie, il protagonismo dei giovani e la disponibilità di tanti laici a mettere i propri doni e le proprie competenze a servizio della comunità. Il parroco non è colui che fa tutto, ma colui che riconosce e valorizza i doni, li armonizza e li orienta verso Cristo, perché ciascuno possa sentirsi parte viva dell’unico corpo ecclesiale e corresponsabile della missione.
  1. Carissimi fratelli, vi affido padre Salvatore. Accoglietelo come un fratello e come un padre; sostenetelo con la vostra preghiera, aiutatelo con la vostra collaborazione e condividete con lui la responsabilità della vita della comunità. Insieme a lui potrete fare della parrocchia della Beata Maria Vergine di Lourdes una comunità viva, accogliente e capace di testimoniare il Vangelo nella vita di ogni giorno. Una comunità che sappia custodire con gratitudine ciò che ha ricevuto e, nello stesso tempo, lasciarsi continuamente rinnovare dalla Pasqua di Cristo, come ci ricorda san Paolo nella prima lettura: «Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova» (1Cor 5,7). E allora anche la bellezza di questa terra, i suoi campi, i suoi orizzonti, il lavoro delle persone e la vita delle famiglie potranno diventare parte di una grande liturgia quotidiana, nella quale il creato, il lavoro e le relazioni umane vengono riconsegnati a Dio come offerta e rendimento di grazie. La fede, celebrata nell’Eucaristia, potrà così continuare sulle strade della vita, trasformando la quotidianità in luogo di incontro con il Signore. Caro padre Salvatore, possa il Signore donarti la sapienza per guidare questa comunità, la pazienza per accompagnarla e la gioia per servirla. Maria Santissima di Lourdes, Madre della Chiesa e Madre nostra, conduca tutti noi verso il suo Figlio e accompagni il cammino di questa comunità, perché San Giacomo possa essere sempre più una comunità nella quale il Vangelo viene celebrato, vissuto, condiviso e portato sulle strade della vita. Amen.