Convegno “L’Oro degli Iblei”
Ieri, sulla Terrazza del Porto di Marina di Ragusa, si è tenuto il convegno “L’Oro degli Iblei” organizzato dal giornale “La Sicilia”, rappresentata dai vertici dell’Azienda (l’editore Ciancio e il direttore Piraneo).
Un evento concepito con l’obiettivo di rilanciare il ruolo e la funzione del quotidiano nel contesto provinciale ibleo, quale conoscitore ed interprete dei bisogni, delle esigenze ma anche delle potenzialità e delle risorse del nostro territorio.
Il convegno, che ha visto la partecipazione di Rappresentanti istituzionali dei comuni Iblei e del Libero Consorzio comunale di Ragusa, nonché di alcuni degli attori principali del contesto sociale ed economico provinciale, è stata l’occasione per mettere in luce alcuni degli elementi principali che caratterizzano il valore del nostro territorio (patrimonio culturale, enogastronomia, dinamismo economico ed imprenditoriale), ma anche per sottolineare le difficoltà e le sfide da affrontare, come ad esempio quelle causate dalla rete infrastrutturale regionale.
Dopo aver portato i saluti del Vescovo mons. La Placa, mi sono soffermato, su alcune criticità impellenti da affrontare (lavoro nero e malpagato, mancanza di tutele, ricerca da parte delle aziende, soprattutto agricole, di manodopera che non si trova),
ma anche su ciò a cui, come Chiesa diocesana, da anni ci dedichiamo (ad esempio il Presidio Caritas a Marina di Acate).
La questione fondamentale, alla base di tutto, è che il progresso di una Comunità si costruisce solo se si tiene in considerazione la crescita e lo sviluppo di tutte le persone, a partire da quelle più fragili.
La Diocesi, e l’Ufficio che dirigo da anni, si impegnano in questo ambito portando avanti progettualità che, fuori da logiche meramente assistenzialistiche, intendono investire sulle capacità, sui talenti e sui desideri delle persone.
Tra questi il progetto di “Microcredito per l’avvio di Impresa” (partner la Diocesi di Noto, la Camera di Commercio di Ragusa e il Libero Consorzio comunale di Ragusa) che, dal 2013 ha permesso la nascita di più di 120 aziende e il progetto “Nuove Radici” che sta consentendo l’uscita da situazioni di sfruttamento lavorativo ad alcuni cittadini di paesi terzi.
La ricchezza della Comunità sono le persone e, soprattutto, la loro dignità.
La nostra terra ha grandi potenzialità che dobbiamo solo mettere in rete. Occorre avere una visione comune di progresso e fare ogni sforzo affinché si concretizzi la sostenibilità definita dagli obiettivi dell’Agenda 2030,
in altre parole, l’ “ecologia integrale“.



