Artigiani di Relazioni, il ritiro dei catechisti, educatori e capi scout

Si è tenuto questo sabato il ritiro dei Catechisti, educatori e capi scout presso la parrocchia Maria Santissima Annunziata di Comiso. È stato relatore don Francesco Marrapodi, che ha guidato una riflessione sul tema “Artigiani di Relazioni”. Don Francesco sin dall’inizio ha invitato i presenti a mettersi in ascolto e fermarsi a ritrovare l’essenziale. Fermarsi, ha sottolineato, non significa perdersi, ma aprirsi all’incontro: con sé stessi, con Dio e con i fratelli. Ha poi ricordato che la ricerca del volto di Dio è fondamentale per purificare mente e cuore e per vivere relazioni autentiche. Solo così possiamo diventare testimoni credibili e permettere agli altri di intravedere il volto di Dio attraverso la nostra vita.

Il tema centrale dell’incontro è stato la fraternità, descritta come un “canto in salita”, richiamando il Salmo 133. Essa è dono gratuito che ci trascende e ci rende liberi, capace di ridurre le distanze e di condurci all’essenziale. L’immagine dell’olio profumato e della rugiada, simboli biblici di gioia e benedizione, ha aiutato a comprendere come la fraternità sia segno della presenza di Dio e forza generativa che rende la vita feconda. Don Francesco ha richiamato anche il Vangelo di Giovanni (12,1-8), dove Maria unge i piedi di Gesù con il profumo di nardo. Questo gesto, segno di amore gratuito, diventa invito per ciascuno a compiere gesti di carità e a verificare se le nostre relazioni portano “profumo di vita” o “odore di morte”. La fraternità, ha aggiunto, è sempre missionaria: come i primi cristiani che condividevano tutto, anche noi siamo chiamati a riconoscere la vera eredità lasciata dal Risorto, cioè la fraternità stessa, da custodire e accompagnare.

Il Vescovo Giuseppe ha concluso l’incontro sottolineando che per essere artigiani di relazioni occorre possedere “sensi spirituali”: occhi capaci di vedere il bene, orecchie attente all’ascolto, bocca che pronunci parole di vita e naso che sappia distinguere il profumo della bontà dall’odore di morte. Solo con questi strumenti interiori possiamo entrare nella vita degli altri e costruire relazioni autentiche.