Ad Acate celebrando il Buon Pastore e San Vincenzo

Quella alla parrocchia di San Nicolò di Bari e alla comunità di Acate è una delle visite pastorali del vescovo destinata a lasciare il segno. Era nella prima volta, infatti, che un vescovo si soffermava per un’intera settimana in questa realtà. E la visita pastorale è coincisa con la festa di San Vincenzo Martire e con la domenica del Buon Pastore, una figura che il vescovo ha richiamato come simbolo del suo incontro con tutte le parrocchie della Diocesi. Tanti i momenti che hanno scandito questa settimana e, alla fine, i sentimenti di commozione hanno prevalso. Il parroco don Mario Cascone se ne è fatto interprete: «Proviamo quasi un senso di nostalgia e di rammarico come per tutte le cose belle che finiscono». Anche il vescovo non ha nascosto i suoi sentimenti: «Porterò con me il ricordo di ogni volto che ho incontrato. In questi giorni è stato molto di più quello che ho ricevuto perché sono stato circondato dal vostro affetto ovunque sia stato».

Accompagnato dallo stesso don Mario Cascone, da don Salvatore Frasca e da don Girolamo Bongiorno, il vescovo ha avuto modo di conoscere e apprezzare da vicino una comunità laboriosa che vive la fede con semplicità ed entusiasmo, operosa nella carità, impegnata nel sempre difficile passaggio intergenerazionale. Ma anche una comunità ferita dai tanti, troppi lutti che si sono susseguiti negli ultimi mesi e che hanno portato via anche alcuni giovani. Per questo la visita al cimitero è stata forse uno dei momenti centrali. Il vescovo ha affidato al Signore tutti coloro che ci hanno lasciato e ha invocato il dono della consolazione per quanti vivono nel dolore.

La visita pastorale era iniziata con una festosa accoglienza scandita dalle marce festose della banda. Tanta gente in piazza ad attendere il vescovo con il sindaco Gianfranco Fidone, la presidente del Consiglio comunale Cristina Cicero, il parroco don Mario Cascone, i sacerdoti don Salvatore Frasca e don Girolamo Bongiorno a porgere il benvenuto ad Acate. La prima celebrazione ha subito creato il clima giusto per entrare in contatto con la realtà della parrocchia.

Gli incontri

Il vescovo ha quindi portato il suo messaggio di pace e di speranza nelle scuole: dalla Puglisi (dove è stato particolarmente sentito il momento del ricordo dell’insegnante di religione Maria Carmela Di Bennardo venuta tragicamente a mancare lo scorso anno e con il piccolo Biagio che ha perso il proprio papà), alla De Amicis, dalla Addario, alla Volta. Molti di questi bambini hanno ribadito la loro amicizia al vescovo anche nell’incontro con i gruppi del catechismo.

In parrocchia monsignor La Placa ha avuto modo di conoscere e di apprezzare i componenti dei consigli Pastorale e degli Affari economici, dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito e dell’Azione Cattolica, i ministri straordinari della Comunione, i quattro cori che animano le messe domenicali, la Caritas parrocchiale, la San Vincenzo e l’Unitalsi, e di tutti i parrocchiani riuniti in assemblea.

Ancora una volta, il vescovo non si è risparmiato portando una parola di conforto alle persone malate, agli anziani, agli assistiti delle case di riposo “Il casale degli anziani” e “L’oasi degli anziani”; ai sodalizi (Circolo dei combattenti e reduci, Circolo di conversazione, Circolo agricolo, Società di mutuo soccorso); alle realtà economiche (Siriac, Comip e Golbal pubblicità) alle istituzioni (Consiglio comunale, Arma dei Carabinieri, Polizia municipale). Al Consiglio comunale riunito in sessione straordinaria ha chiesto di porre sempre al centro della propria azione il bene comune, condividendo tutti i progetti che abbiano come fine lo sviluppo sociale, economico e spirituale della cittadina. Alle imprese ha invece sottolineato l’importanza di perseguire sempre, oltre al giusto profitto, anche la dignità dei lavoratori che «collaborano con l’opera creatrice di Dio».

A Marina di Acate

Il vescovo è quindi tornato ancora una volta a Marina di Acate, divenuta frontiera della carità, dell’accoglienza e della speranza di un mondo più giusto e più civile. Monsignor La Placa ha incontrato le Suore missionarie carmelitane di Santa Teresina di Gesù Bambino, gli operatori del Presidio Caritas, alcuni lavoratori stranieri. Qui ha anche scoperto una lapide che ricorda alcuni dei benefattori che con le loro donazioni hanno permesso, nel tempo, la realizzazione della struttura. «Abbiamo voluto realizzare questa lapide – ha spiegato il parroco don Mario Cascone – per fare generosa memoria dei benefattori che hanno consentito che questa struttura nel suo insieme sorgesse, questi benefattori sono: Filippo Aiello, che ha donato il terreno, Rocco Villardita che ha donato somme rilevanti per la costruzione di queste strutture, Vincenzo Sanzone e la signora Enza D’Amanti, la quale ha donato una croce in legno in sostituzione di quella vecchia ormai corrosa dal tempo». Monsignor Giuseppe La Placa ha particolarmente apprezzato la scelta. «Questa lapide – sono state le parole del vescovo – è un segnale bellissimo in quanto viene riconosciuto il servizio che si fa qui. Un servizio che nasce dal cuore di Dio. Ed è a favore di questi nostri carissimi fratelli, di questi ragazzi, di questi bambini che con gioia vengono qui ad incontrare le suore e gli altri operatori che con passione stanno accanto a loro e vivono questo rapporto di amicizia. Quindi grazie a tutti gli operatori, alle suore ed ai benefattori».

Nel giorno di San Vincenzo

La visita si è poi conclusa proprio nel giorno in cui Acate celebra San Vincenzo Martire e il vescovo lo ha ricordato nel corso del solenne pontificale conclusivo, invitando la comunità a ispirarsi al modello del proprio santo protettore «per seguire l’unico Pastore delle nostre anime, Cristo Gesù, che ha dato la vita per le sue pecorelle. San Vincenzo ci ha dato un esempio di che cosa significa dare la vita per coloro che si amano». E rivolto ai fedeli ha aggiunto: «Forse il Signore non ci chiederà di dare la vita come l’ha data lui o come l’hanno data i Santi Martiri, ma certamente ci chiede ogni giorno di dare la nostra vita, dando vita ai nostri fratelli, ossia dando una parola di speranza, una carezza di conforto e di consolazione, uno sguardo di misericordia a chi versa in qualsiasi tipo di bisogno: materiale, morale o spirituale».

Al termine della Celebrazione Eucaristica il vescovo ha benedetto in piazza automobilisti e motociclisti nel tradizionale momento folkloristico che ha sostitutio negli anni l’antica benedizione degli animali. Prima di salutare la grande folla che si era radunata in piazza, il vescovo non si è sottratto amorevolmente alle tante richieste di una foto ricordo, dicendo: «Tornerò presto ad Acate, vi ringrazio uno a uno».