Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026
La Diocesi di Ragusa, attraverso l’Ufficio Pastorale di Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, invita tutti i fedeli a vivere un tempo di intensa comunione spirituale in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si terrà dal 18 al 25 gennaio. Il tema scelto per quest’anno, tratto dalla Lettera agli Efesini (4,4), richiama alla comune vocazione dei credenti: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati».
Alla settimana parteciperanno sette comunità cristiane presenti nel territorio: la Chiesa cattolica, la Comunità Luterana di Sicilia, la Chiesa Avventista del Settimo Giorno di Ragusa, la Chiesa Ortodossa rumena di Vittoria, la Chiesa pentecostale Sabaoth di Vittoria, la Chiesa pentecostale di Santa Croce Camerina e la Chiesa pentecostale “Nuova Creazione” di Scoglitti.
Sono previsti due momenti di preghiera comunitaria:
• Giovedì 22 gennaio, presso la chiesa cattolica “San Giovanni Battista” di Santa Croce Camerina.
• Martedì 27 gennaio, presso la chiesa pentecostale “Nuova Creazione”, sulla strada Vittoria–Scoglitti.
Le preghiere e le riflessioni di quest’anno sono state preparate da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena. Negli anni precedenti i sussidi liturgici sono giunti da diverse parti del mondo: Indonesia, Burkina Faso, Minnesota (USA), Medio Oriente e dalla Comunità di Bose.
«È un’esperienza di comunione che viviamo prima di tutto tra noi – afferma Francesca Cabibbo, direttrice dell’Ufficio Pastorale Diocesano di Ecumenismo e Dialogo interreligioso – accogliendoci reciprocamente nelle nostre diversità. Si nutre di anni e decenni di amicizia e di stima reciproca, ma soprattutto della comunione tensione verso un obbiettivo: l’unità della famiglia dei figli di Dio. La storia di 2000 anni del cristianesimo ha prodotto delle separazioni e degli scismi. Ciò che in passato, e in parte anche oggi, venivano considerate “divisioni”, per noi oggi sono ricchezza della diversità».
Papa Francesco ricordava nel 2019: «È facile scordare l’uguaglianza fondamentale che esiste tra noi: che all’origine eravamo tutti schiavi del peccato e che il Signore ci ha salvati nel Battesimo, chiamandoci suoi figli. È facile pensare che la grazia spirituale donataci sia nostra proprietà, qualcosa che ci spetta e che ci appartiene. È possibile, inoltre, che i doni ricevuti da Dio ci rendano ciechi ai doni dispensati ad altri cristiani. È un grave peccato sminuire o disprezzare i doni che il Signore ha concesso ad altri fratelli, credendo che costoro siano in qualche modo meno privilegiati di Dio».
In un mondo segnato da divisioni e conflitti, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire ciò che unisce le diverse confessioni: la fede in Cristo, la speranza condivisa e il desiderio di camminare insieme verso la piena unità.
