Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità
Il 3 dicembre ricorre, come ogni anno, la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, indetta dalle Nazioni Unite, il cui tema per il 2025 è “Promuovere società inclusive delle persone con disabilità per promuovere il progresso sociale”.
In concomitanza con essa, la Diocesi di Ragusa desidera condividere un nuovo significativo passo nel cammino di costruzione e di crescita di una comunità inclusiva, che riconosca ed esprima l’infinita e inalienabile dignità di ogni persona umana.
Costituito per volontà del Vescovo Giuseppe, ha preso avvio il Servizio Diocesano per la pastorale delle Persone con Disabilità, un organismo generativo di vita comunitaria e di cura pastorale per quanti, sia nella vita civile che in quella ecclesiale, spesso, nella quotidianità, incontrano barriere visibili e invisibili.
La Chiesa di Dio che è in Ragusa sente forte la responsabilità di accogliere e custodire ogni fragilità come luogo teologico, di fraternità nell’unità del Corpo Mistico di Cristo. L’inizio di questo Servizio, intende rappresentare in tal senso un forte gesto di conversione e la manifestazione di una chiara volontà: guardare alla disabilità e prendersene cura nell’ottica di un progetto di vita nel quale dare valore e mettere in luce unicità, risorse, linguaggi e dinamiche in grado di arricchire l’intera comunità.
Il Servizio per la Pastorale delle Persone con Disabilità nasce in tal modo con questi essenziali obiettivi:
- Promuovere una cultura dell’inclusione e dell’appartenenza comunitaria delle diversità.
- Supportare le parrocchie, i diversi Uffici, gli organismi pastorali e di vita apostolica con idonei strumenti, formativi e informativi, e con adeguate risorse umane, esperienziali e spirituali, onde rendere i luoghi ecclesiali e della vita pastorale ospitali e accessibili dalle persone con disabilità, favorendone la partecipazione attiva nella Chiesa.
- Ascoltare le famiglie e le persone con disabilità, riconoscendo i loro bisogni e desideri, e promuovendo percorsi di accompagnamento che aiutino a trasformare la fragilità in opportunità di crescita spirituale e relazionale.
Fare insomma della Chiesa una Comunità non per loro ma “con loro”, casa comune in cui ognuno ha un posto, un volto e un nome.
La Giornata internazionale delle persone con disabilità ci offre l’opportunità di riaffermare che ogni persona è un dono per la comunità e, dunque, di promuovere una visione della disabilità che vada “oltre la diagnosi” e “oltre lo scivolo”; che superi l’idea della persona come soggetto passivo, destinatario soltanto di cura o assistenza e ne riconosca e garantisca, al di sopra di tutto, il diritto di appartenere alla comunità della quale è membro di pieno diritto. Una visione nuova in grado, allo stesso tempo, di prestare ascolto e dare voce alle famiglie, ai caregiver e a quanti, in diversi modi, si prendono cura della persona con disabilità. Si tratta, insomma, di mettere in atto un processo trasformativo che punti a creare inclusione vera, appartenenza, cittadinanza, così da renderla pienamente e attivamente partecipe della vita ecclesiale e di quella sociale, riconoscendone bisogni, desideri, talenti e risorse che essa porta con sé. E’ questo il nuovo paradigma di una nuova umanità, ideale, culturale, sociale, cui guardare perché il mondo si ricomponga nell’unità e nella fraternità e la Chiesa torni ad essere profetica ed evangelica. Ben si comprende che nella sua ampiezza di significato tale paradigma include, in special modo, il mondo del lavoro in quanto luogo di realizzazione della dignità della persona umana e, dunque, luogo in cui la persona con disabilità possa esprimere competenze, creatività e contribuire concretamente alla crescita e al benessere sociale anche attraverso la formazione di una famiglia. Solo in tal modo sarà possibile passare da una cultura dell’assistenzialismo a un autentico progresso sociale. E’ questo, per l’appunto, il tema dell’odierna Giornata internazionale della disabilità..
Da qui l’invito che il nostro Vescovo rivolge “all’intera comunità ecclesiale, ad ogni operatore pastorale e ogni Ufficio diocesano a collaborare con questo nuovo Servizio per crescere insieme in uno stile evangelico di fraternità, rispetto e corresponsabilità perché la Chiesa sia davvero una casa accogliente per tutti”.
Con fiducia affidiamo questo nuovo cammino allo Spirito Santo, affinché ispiri gesti, parole e scelte che testimonino, nella vita di ogni giorno, il Vangelo della fraternità.
L’équipe del Servizio Diocesano per la Pastorale con disabilità
