XXVIII Giornata Diocesana del Malato / “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28)

///XXVIII Giornata Diocesana del Malato / “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28)

LE INIZIATIVE

7 e 8 febbraio 2020

Convegno Internazionale sull’Autismo

L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute di Ragusa ha patrocinato il Convegno Internazionale sul tema “Lo spettro autistico: dalla varietà diagnostica alle evidenze di trattamento” che si è tenuto a Modica il 7 e 8 febbraio nella Sala Congressi Kikki Village di contrada Graffetta. “Desidero assicurare una speciale preghiera in occasione della Giornata Mondiale del Malato sulla consapevolezza dell’autismo, tema che è stato trattato durante il convegno programmato in collaborazione con l’ASP e il CSR. Infatti, l’autismo continua a essere una sindrome per certi versi “misteriosa”, per la quale al momento non esiste una cura, e con la quale però sempre più tutti siamo chiamati a confrontarci. Solo in Italia colpisce tra le 300 e le 500mila persone, è un fenomeno in aumento a livello mondiale, forse anche perché negli ultimi 30 anni i medici sono diventati più capaci nel diagnosticare la malattia. In realtà, dati certi e soprattutto pubblici sul numero dei soggetti coinvolti non esistono. E’ necessario l’impegno di tutti per promuovere l’accoglienza, l’incontro, la solidarietà, in una concreta opera di sostegno e di rinnovata promozione della speranza, contribuendo in tale modo a rompere l’isolamento e, in molti casi, anche lo stigma che grava sulle persone con disturbi dello spettro autistico, come spesso anche sulle loro famiglie. Voglio esprimere la solidarietà della Chiesa verso i nostri cari fratelli e sorelle con disturbi dello spettro autistico, alle loro famiglie e a tutti coloro che se ne prendono quotidianamente cura”.  “Anche se sono numerose le leggi, a livello nazionale ed internazionale, emanate per riconoscere ed agevolare le persone con disturbi dello spettro autistico, esse sono ancora scarsamente attuate, con la conseguenza che sono le famiglie a dover coprire, con non poche difficoltà, le lacune e le inadempienze delle istituzioni e del sistema dei servizi medico-assistenziali. Per questo, è fondamentale costruire una solida alleanza tra i settori sanitario, socio-sanitario ed educativo e garantire la continuità dell’assistenza e della cura per tutto l’arco della loro vita. La Chiesa vuole testimoniare la sua attenzione e sollecitudine verso le persone con disturbi dello spettro autistico. È presente nelle nostre comunità un generale atteggiamento di accoglienza, anche se ancora si fa fatica a praticare una vera inclusione, per cui è fondamentale che le nostre comunità cristiane siano ‘case’ in cui ogni sofferenza trovi compassione, in cui ogni famiglia con il suo carico di dolore e fatica possa sentirsi capita e rispettata nella sua dignità”.

8 e 10 febbraio 2020

Celebrazione Eucaristica e Concerto di solidarietà con le fragilità in Portineria all’Ospedale Giovanni Paolo II, Ragusa

“Cari operatori sanitari, ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo “persona”, viene sempre prima dell’aggettivo “malata”. Pertanto, il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”. E, ancora: “Nell’esperienza del limite e del possibile fallimento anche della scienza medica di fronte a casi clinici sempre più problematici e a diagnosi infauste, siete chiamati ad aprirvi alla dimensione trascendente, che può offrirvi il senso pieno della vostra professione. Ricordiamo che la vita è sacra e appartiene a Dio, pertanto è inviolabile e indisponibile”.  In occasione dell’appuntamento denominato “Sulle note della solidarietà”, ho richiamato alcuni passi del messaggio di Papa Francesco per la XXVIII Giornata Mondiale del Malato. L’iniziativa è stata rivolta a medici e operatori sanitari accanto ai malati e alla missione del “Prendersi cura“. Dopo la S. Messa, animata dall’Associazione Culturale “Cantus Novo” diretta dal maestro Giovanni Giaquinta, si è tenuto, con i musicisti e il coro della stessa associazione, il Concerto di solidarietà per le fragilità. Una serata speciale che rimarrà nella storia del nuovo ospedale in quanto realizzare una messa in portineria e alla fine un concerto non è facile né usuale. Tra i partecipanti anche l’assessore allo Sviluppo di comunità del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono, che ha speso parole di apprezzamento per l’iniziativa. “Spero sia stato un dono gradito agli ammalati e agli operatori sanitari e ai fedeli sensibili e vicini ai malati. Sono felicissimo della riuscita dell’iniziativa e della splendida musica che è stata proposta”. E a proposito di musica, lunedì 10 febbraio, a partire dalle ore 16.00 un gruppo di studenti dell’Istituto Superiore Liceo Musicale Giovanni Verga di Modica, sono stati presenti per l’iniziativa di solidarietà “La cura tra le note – Musica e melodie nei reparti”.

Un gruppo di giovani musicisti in giro, per le corsie e i reparti dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, diretti dal maestro Giovanni Giaquinta, lo stesso direttore di “Cantus Novo”. Musica anche al pronto soccorso. Più volte il gruppo si è fermato e ha iniziato a intonare melodie celebri che hanno catturato l’attenzione dei pazienti, dei familiari degli stessi oltre che dei medici e degli operatori sanitari. E’ stato un pomeriggio speciale quello del 10 febbraio alla Vigilia della Giornata del Malato che, idealmente, si è ricollegato all’iniziativa di sabato 8 febbraio quando l’Associazione “Cantus Novo”, al termine della S. Messa, ha tenuto un concerto. “La cura tra le note. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Asp di Ragusa. “Che dire… una sensazione meravigliosa e speciale. Avere la possibilità di ascoltare musica suonata dal vivo, e poi in maniera così attenta e melodiosa, in un luogo dove di solito è la sofferenza a farla da padrone, ha fatto da giusto contrappunto a quella che deve essere l’attenzione di tutti nei confronti dei pazienti, di chi è malato e chi sta attraversando un momento particolare per quanto riguarda la salute. I pazienti sono persone che hanno bisogno della massima attenzione e che, soprattutto, devono essere curati con la maggiore umanità possibile. Ecco, l’umanizzazione delle cure, è questa la frontiera verso cui si protende sempre di più nel futuro. Voglio ringraziare i ragazzi e il maestro Giaquinta perché sono stati meravigliosi. Un’esperienza straordinaria che speriamo di ripetere al più presto”.

11 Febbraio 2020

Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Carmelo Cuttitta – Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa

I malati non devono essere lasciati soli. Una semplice visita può portare momenti di gioia a chi vive nella solitudine e nella sofferenza. Lo ha detto il nostro Vescovo Mons. Carmelo Cuttitta, durante l’omelia della Celebrazione Eucaristica presieduta il pomeriggio dell’11 febbraio in Cattedrale per la XXVIII Giornata Diocesana del Malato.  La Pastorale della Salute grazie alla collaborazione delle Associazioni di Volontariato ha fornito assistenza ai disabili e ai malati presenti. C’erano, infatti, i rappresentanti di Unitalsi, “Ci Ridiamo Su” con i clown dottori e le loro bolle di sapone, CSR, Arthai e Anfass. Nel mio intervento oltre a riportare alcuni passi del Messaggio di Papa Francesco per questa speciale giornata, ho ricordato le quindici visite alla Madonna di Lourdes che, per l’occasione, si possono arricchire con le visite ai malati e agli anziani presenti negli Ospedali, nelle Case di Cura, nelle Case di Riposo e nelle abitazioni dei quartieri delle parrocchie. Da sottolineare, inoltre, lo straordinario simbolo preparato dal CSR che, attraverso il convegno internazionale sul disturbo dello spettro autistico, tenutosi nei giorni scorsi a Modica, ha arricchito gli appuntamenti in preparazione alla Giornata del Malato. Che, tra l’altro, attraverso uno specifico Concorso rivolto agli studenti, ha già un collegamento con la Giornata del Sollievo che si terrà alla fine del mese di maggio. “Quest’anno, poi, per la Giornata del Malato ho voluto utilizzare una particolare immagine che avevo disegnato nel 1991 in occasione della mia Ordinazione Sacerdotale, in perfetta sintonia con la tematica della Giornata: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28). Nell’immagine i due apostoli Pietro e Giovanni. Lo sguardo di Gesù vuole rassicurare gli apostoli e anche noi dai momenti difficili che tutti attraversiamo, rappresentati dall’alone scuro che ricopre le tre figure. A volte nei momenti di sofferenza ci attacchiamo a Lui come Giovanni oppure ci allontaniamo un po’ nei momenti di incertezze o quando si smarrisce la speranza (tipica di alcuni malati). Lo sguardo abbassato dei due personaggi non nasconde le preoccupazioni che spesso ci turbano. L’essere vicino ai malati come Gesù in questa immagine esprime il “Prendersi cura”. Ringrazio in particolare il nostro Vescovo Carmelo per la straordinaria e toccante omelia di speranza e soprattutto di uguaglianza. La sofferenza la abitiamo tutti e grazie a questo possiamo essere vicini gli uni agli altri. E’ quello che da sempre affermiamo riguardo ai malati: “Colui che soffre e colui che si prende cura sono due compagni di viaggio”. Ringrazio i componenti dell’Ufficio, i malati e i diversamente abili e anche i numerosi fedeli presenti alla Celebrazione in segno di solidarietà con  le fragilità.

Don Giorgio Occhipinti

2020-02-13T19:36:46+01:00 13 Febbraio 2020|

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  • "L'attenzione e la carità che rivolgiamo al malato ha il potere di tradursi nella carezza di Dio"

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  • ⭕ VITA PASTORALE IN 60 SECONDI “Con lo sguardo del Narratore – l’unico che ha il punto di vista finale – ci avviciniamo ai protagonisti, ai nostri fratelli e sorelle, attori accanto a noi della storia di oggi” (Messaggio del Papa per la 54ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali). Inauguriamo su questa pagina social una rubrica che racconta in 60 secondi le esperienze pastorali ordinarie e qualche volta straordinarie della Chiesa diocesana nelle sue diverse articolazioni: parrocchie, gruppi, associazioni, uffici. Inauguriamo cioè “una narrazione umana che ci parli di noi e del bello che ci abita”, che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo, “che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. Storie, quindi, della nostra fatica pastorale, della nostra generosità, del nostro senso ecclesiale e del nostro ministero, dei nostri carismi e della nostra inventiva, per raccontare il Vangelo di Gesù oggi, agli uomini ed alle donne del nostro tempo, ai ragazzi ed ai giovani, alle nostre città, quartieri, parrocchie. L’inventiva formativa, sempre feconda, ora rituale ora innovativa, ma sempre centrata sulla gioia di raccontare “quello che abbiamo visto e udito”.
“Ciascuno di noi conosce diverse storie che profumano di Vangelo - scrive il Papa nel Messaggio citato - che hanno testimoniato l’Amore che trasforma la vita. Queste storie reclamano di essere condivise, raccontate, fatte vivere in ogni tempo, con ogni linguaggio, con ogni mezzo”.
Ed abbiamo l’ardire, proprio perché utilizziamo un mezzo social, narrare come Chiesa diocesana, storie che vorremmo fossero sempre buone, edificanti e significative per contribuire ad edificare la città dell’uomo (e di tutti gli uomini), la Gerusalemme Celeste a cui ogni uomo tende nella quale ritrovare la vita buona per tutti; “non esistono storie umane insignificanti o piccole. Dopo che Dio si è fatto storia, ogni storia umana è, in un certo senso, storia divina”
Dott. Emanuele Occhipinti - Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali

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  • Secondo incontro, della tre giorni del corso di formazione per Insegnanti di Religione  Cattolica: “La declinazione delle competenze di cittadinanza nel curriculum dell’IRC”, organizzato dall’Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica, presso il Salone Parrocchiale S. Pio X di Ragusa, alla presenza vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta. 
Le parole di augurio del vescovo Cuttitta: “All’interno del percorso formativo e di crescita dei ragazzi, voi insegnanti di religione siete chiamati a portare una testimonianza di fede. Vi esorto ad esercitare il vostro servizio con la disponibilità e con la capacità di orientare ogni ragazzo verso la via del bene. Grazie per il vostro lavoro”
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