Quaresima nel segno dell’accoglienza

////Quaresima nel segno dell’accoglienza

In questi primi giorni di Quaresima anche la nostra Caritas vuole fare suo il messaggio di Papa Francesco e la raccomandazione di cogliere “ancora una volta un tempo favorevole alla nostra conversione […] Questa nuova opportunità dovrebbe suscitare in noi un senso di riconoscenza e scuoterci dal nostro torpore. Malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita […] questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volontà di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi.»

E in occasione di questo tempo di trasformazione e purificazione vogliamo mettere in luce un ulteriore sforzo della nostra Chiesa locale sul versante dell’accoglienza.

Da dicembre, infatti, la Chiesa di San Michele di Ragusa ha messo a disposizione della diocesi 2 abitazioni che si aggiungono a quella già utilizzate dalla Caritas per dare una risposta, seppure parziale, all’emergenza abitativa nella nostra città.

“Il Papa – dice il nostro direttore Domenico Leggio –  continua ad invitare tutti e ciascuno a condividere i propri beni con i più bisognosi. Senza alcun dubbio la condivisione nella carità rende l’uomo più umano. Purtroppo il problema abitativo non trova altra risposta nel territorio se non per qualche notte da parte dei volontari del Vo.Cri. Queste 2 abitazioni messe a disposizione dalla Chiesa di San Michele e che si trovano in centro storico, nei pressi della chiesa stessa, sono state ristrutturate ed arredate grazie ai fondi dei contribuenti che hanno scelto la destinazione dell’otto per mille per la Chiesa Cattolica. Le due nuove abitazioni dispongono complessivamente di un numero di posti letto variabile dai 6 agli 11 e in questi primi mesi hanno già assicurato ospitalità per 10 senza dimora.”

In accordo col Vescovo Carmelo le due abitazioni sono state pensate per due modalità flessibili di accoglienza: una è utilizzata per tutte quelle situazioni che prevedono periodi di accoglienza medio lunghi, l’altra per accoglienze brevi e ospita al momento una donna. I due luoghi sono stati affidati dalla diocesi alla Caritas e il servizio in favore delle persone con grave marginalità si occupa, con le operatrici Anita Adamo e Adriana Cannizzaro, di tutti i bisogni delle persone ospitate. Da questi primi mesi di esperienza a contatto con le sofferenze e le fragilità di tante persone il direttore Leggio trae un insegnamento: “In questi giorni ho visto uno slogan di una realtà del nord Italia con cui collaboriamo. Lo slogan dice: “Si muore di freddo, Non essere freddo”. Io rilancio a me stesso e a tutte le persone del territorio: “Si muore di freddo e di calore umano. Non essere freddo e distante dalle possibili relazioni umane, anche quando ti si chiede di osare”.

2020-02-28T09:24:25+02:00 27 Febbraio 2020|