Le 15 visite alla Madonna di Lourdes

///Le 15 visite alla Madonna di Lourdes

LE 15 VISITE ALLA MADONNA DI LOURDES CON I MALATI
CAPPELLA OSPEDALE GIOVANNI PAOLO II, RAGUSA

Il messaggio di Lourdes
Il messaggio della Vergine ha un suo contenuto essenziale in queste parole: «Io voglio che venga della gente. Voglio che si venga qui in processione. Penitenza! Pregate per i peccatori». Messaggio che riecheggia l’autorevole richiamo delle parole del Signore: «Se non farete penitenza perirete tutti. Bisogna pregare sempre, senza mai interrompere». Senza dubbio questa raccomandazione è più urgente nella nostra epoca. «Io credo, – diceva uno scrittore non cattolico – che Lourdes è una manifestazione della bontà di Dio verso un mondo che ha sempre più bisogno di Lui».

DIO, MIA ROCCIA
Davanti agli innumerevoli pellegrini che baciano la roccia di Massabielle, quante critiche sono state fatte in nome di una fede adulta o di un razionalismo assoluto! Indubbiamente questo gesto deve essere spiegato: vuole esprimere la fede in Dio, lui che è la roccia su cui l’uomo sempre può appoggiarsi.

UNO SGUARDO ALLA SORGENTE
Nel fondo della Grotta i pellegrini si fermano davanti a questa sorgente, sgorgata sotto le dita di Bernadette Soubirous su indicazione della Vergine Maria. A loro piace ornarla di fiori e fotografarla. Così in questa “grotta dei maiali”, da dove usciva solo acqua sporca, il 25 febbraio 1858 è cominciata ad uscire acqua pura, limpida che da allora continua a sgorgare. È bello e fa bene guardare questa sorgente!

I CERI, SEGNO D’UN PELLEGRINAGGIO INTERIORE
Il pellegrino passa, con le braccia piene di ceri. Si ferma a lungo in preghiera davanti alla Grotta, come fuori dal tempo. Possiamo immaginarlo carico d’intenzioni, con tante miserie che viene a deporre ai piedi della Madonna. E quando ripartirà, carico di oggetti ricordo e d’acqua di Lourdes in grossi recipienti, sarà proprio lui a portare un segno di speranza per quanti non sono potuti venire. Questo pellegrinaggio interiore è il più importante. A che servirebbe venire a Lourdes o altrove, se dentro di noi nulla cambia?

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Vuole avere la gentilezza di venire qui?»
Bernadette diceva di Maria: «Era giovane e piccola come me. E’ stata la prima persona a darmi del lei». Spesso immaginiamo Dio e i santi come dei personaggi che stanno molto in alto, lontani. Dio, invece, è così potente che può farsi piccolo per parlarci, per chiamarci. Si rivolge a noi rispettando infinitamente la nostra libertà, perché ci ama.

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Non le prometto di renderla felice in questo mondo».
Non si tratta di soffrire sulla terra con rassegnazione per poi ottenere la felicità dopo la morte. L’altro mondo comincia qui ed ora. Per quanti si chiudono nell’egoismo l’inferno è già qui e, per chi apre il proprio cuore all’amore di Dio, il paradiso è già presente. Nella miseria del Cachot dove abitava nel 1858, Bernadette conosceva la gioia vera dell’amore vissuto in famiglia. Più tardi dirà: «Sono più felice sul mio letto di sofferenza con il mio Crocifisso che una regina sul suo trono». Il segreto della felicità sta nell’accogliere a poco a poco, anche attraverso le delusioni, le sconfitte e la sofferenza, lo sguardo e la chiamata di Colui che ci ha amati sino alla fine.

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Penitenza, penitenza, penitenza…Pregate Dio per la conversione dei peccatori».
Bernadette è invitata a scavare nel fango in fondo alla Grotta fino a far scaturire una sorgente. Per fare ciò è obbligata a camminare a quattro zampe come gli animali. Facendo così, mima la condizione dei peccatori, che abbandonano il loro stato di persone libere per vivere come animali senza ragione. Seguiamo il cammino di Gesù, che ha portato i nostri peccati, la nostra sofferenza, la nostra morte, per sconfiggerli. Fare penitenza significa farsi condurre su questo cammino di solidarietà. Lasciamo che Gesù cambi il nostro cuore di pietra in cuore di carne per entrare nella dinamica dell’amore.

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Andate a bere alla sorgente e lavatevi».
L’acqua di Lourdes è un’acqua del tutto semplice, ordinaria. Essa è soprattutto un segno di cui Maria si serve per ricordarci una parola di Gesù: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me. Dal suo seno sgorgheranno fiumi di acqua viva. Parlava così dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avevano creduto in lui» (Gv 7,37-39). Bere e lavarsi… Ritrovare la grazia del Battesimo, immergersi di nuovo nella vita di Dio che non ha disdegnato di immergersi nella nostra umanità. Riscopriamo la grazia del Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione: esso è per noi come una nuova nascita.

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Che si venga qui in processione e si costruisca una cappella».
La Chiesa non è il partito o il club di coloro che credono in Gesù. Essa è un popolo di persone, che non si sono scelti, ma che Egli misteriosamente convoca per diventare messaggeri della sua misericordia. Non restiamo oziosi. Che tutta la nostra vita sia un pellegrinaggio, un cammino fiducioso verso la cappella, la Chiesa, la Città Santa dove Dio ci attende. Le nostre chiese qui in terra sono il segno e il ricordo di questo appuntamento.

Come ieri a Bernadette, oggi Maria ci ripete: «Io sono l’Immacolata Concezione».
Il 25 Marzo 1858 l’Apparizione rivela infine il suo nome a Bernadette, ma non è il suo nome di stato civile: Mi chiamo Maria, sono nata a Nazaret. E’ il segreto del suo cuore che Lei consegna a Bernadette dopo tre settimane di incontri (11 Febbraio – 4 Marzo) e tre settimane di silenzio (4 – 24 Marzo). E’ il nome nuovo con il quale l’angelo Gabriele l’ha salutata il giorno dell’Annunciazione: la piena di grazia. Maria è Immacolata, senza macchia, trasparenza della luce di Dio. Accoglie il Signore che si fa carne in Lei e diviene Concezione di Dio, Madre di Dio. Maria ci mostra la nostra vocazione: non abbiate paura di divenire santi, apritevi semplicemente all’amore che vi è offerto e porterete così l’amore al mondo. Maria è la creatura realizzata agli occhi del Signore, è figura e madre della Chiesa. Possiamo affidarci a Lei e Dio farà di noi i suoi figli.

2020-01-21T11:02:21+01:00 20 Gennaio 2020|

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“Ciascuno di noi conosce diverse storie che profumano di Vangelo - scrive il Papa nel Messaggio citato - che hanno testimoniato l’Amore che trasforma la vita. Queste storie reclamano di essere condivise, raccontate, fatte vivere in ogni tempo, con ogni linguaggio, con ogni mezzo”.
Ed abbiamo l’ardire, proprio perché utilizziamo un mezzo social, narrare come Chiesa diocesana, storie che vorremmo fossero sempre buone, edificanti e significative per contribuire ad edificare la città dell’uomo (e di tutti gli uomini), la Gerusalemme Celeste a cui ogni uomo tende nella quale ritrovare la vita buona per tutti; “non esistono storie umane insignificanti o piccole. Dopo che Dio si è fatto storia, ogni storia umana è, in un certo senso, storia divina”
Dott. Emanuele Occhipinti - Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali

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  • Secondo incontro, della tre giorni del corso di formazione per Insegnanti di Religione  Cattolica: “La declinazione delle competenze di cittadinanza nel curriculum dell’IRC”, organizzato dall’Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica, presso il Salone Parrocchiale S. Pio X di Ragusa, alla presenza vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta. 
Le parole di augurio del vescovo Cuttitta: “All’interno del percorso formativo e di crescita dei ragazzi, voi insegnanti di religione siete chiamati a portare una testimonianza di fede. Vi esorto ad esercitare il vostro servizio con la disponibilità e con la capacità di orientare ogni ragazzo verso la via del bene. Grazie per il vostro lavoro”
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