“La forma dell’acqua” chiude la rassegna “Orizzonti”

///“La forma dell’acqua” chiude la rassegna “Orizzonti”

Dopo un percorso d’autore dipanatosi per ben undici appuntamenti (9 previsti dalla rassegna e 2 fuori programma), giunge a conclusione la rassegna “Orizzonti”, con il film “La forma dell’acqua” del regista messicano G. Del Toro. L’appuntamento è per lunedì 6 maggio alle ore 20.00, presso la Sala “S. Massimiliano Kolbe” del Santuario dell’Immacolata di Comiso.

Stati Uniti 1962. Elisa è muta e lavora come donna delle pulizie in un grande centro di ricerca aerospaziale dove un giorno gli scienziati portano una misteriosa creatura anfibia per sottoporla a esperimenti che potrebbero rivelarsi cruciali nella gara con i sovietici alla conquista dello spazio. Italo Spada, critico cinematografico e collaboratore alla presente rassegna, nel descrivere il genere del film, così commenta:

«Una fiaba. Meglio: un misto di fiabe dove trovano posto una Cenerentola dei giorni nostri addetta alle pulizie che sogna di ballare con il suo principe azzurro, la Sirenetta e il principe a ruoli invertiti, la Bella e la Bestia. Con l’immancabile vissero felici e contenti in un regno senza soprusi e sofferenze.

Un mito. Attualizzato, ma sempre mito. La protagonista si chiama Elisa, ma è Euridice che, guarda caso, vive sopra il cinema Orpheum dove è in programmazione un film che incanta la creatura venuta dal mare.

Un omaggio al cinema. Con citazioni più o meno esplicite che vanno da Il mostro della laguna nera (1954) di Jack Arnold ai vari King Kong di Cooper e Schoedsack (1933), John Guillermin (1976) e Peter Jackson (2005); da E.T. l’extra-terrestre (1982) di Steven Spielberg a Balla con me (1940) di Norman Taurog; da La storia di Ruth (1960) di Henry Koster a Il favoloso mondo di Amelie (2001) di Jean-Pierre Jeunet.

Una parabola sulla tolleranza verso i diversi, siano essi mostruose creature prelevate nelle acque del Sud America, diversamente abili, omosessuali, vittime di odio razziale e di classe.

Un fantasy politico ambientato in un laboratorio scientifico di Baltimora negli anni Sessanta, nel pieno della guerra fredda, quando USA e URSS, mirando a un primato nello spazio, cercavano risorse sulle quali compiere pericolosi esperimenti, infiltravano spie, uccidevano senza scrupoli. Con il rassicurante finale del trionfo dei buoni che solidarizzano tra di loro e sconfiggono i potenti».

La proiezione, a motivo della sua alta valenza didattica, è particolarmente indicata per giovani e famiglie, nonché per docenti ed educatori. Essa sarà preceduta da un’introduzione e seguita da dibattito, con ospiti ed esperti qualificati. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

2019-04-30T09:32:09+02:00 30 Aprile 2019|

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