La cura tra le note. Musica e Melodie nei Reparti

///La cura tra le note. Musica e Melodie nei Reparti

“Cari operatori sanitari, ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo “persona”, viene sempre prima dell’aggettivo “malata”. Pertanto, il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile.
Nell’esperienza del limite e del possibile fallimento anche della scienza medica di fronte a casi clinici sempre più problematici e a diagnosi infauste, siete chiamati ad aprirvi alla dimensione trascendente, che può offrirvi il senso pieno della vostra professione. Ricordiamo che la vita è sacra e appartiene a Dio, pertanto è inviolabile e indisponibile (cfr Istr. Donum vitae, 5; Enc. Evangelium vitae, 29-53). La vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire: lo richiedono contemporaneamente sia la ragione sia la fede in Dio autore della vita. In certi casi, l’obiezione di coscienza è per voi la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo “sì” alla vita e alla persona. In ogni caso, la vostra professionalità, animata dalla carità cristiana, sarà il migliore servizio al vero diritto umano, quello alla vita. Quando non potrete guarire, potrete sempre curare con gesti e procedure che diano ristoro e sollievo al malato. a musicoterapia produce emozioni e contribuisce a ridurre l’ansia e ad aumentare il benessere dei pazienti e delle loro famiglie.
Nel mondo intero, da diversi anni, all’interno di programmi di cure palliative vengono applicate alcune forme di terapia complementari, tra cui la Musicoterapia. Partendo dal presupposto che la musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un significato ancora più profondo nei periodi di dolore e di lutto, il suo utilizzo a scopo terapeutico è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale”. (Dal Messaggio di Papa Francesco per la XXVIII Giornata Mondiale del Malato)

Le cure palliative per i malati terminali
La malattia, il dolore, la sofferenza e la morte sono i momenti più critici dell’esistenza di ogni individuo.
Una malattia in stadio avanzato che non risponde più alle terapie provoca reazioni molto varie, complicate dal fatto che la situazione è in continua evoluzione, mentre la vita diventa sempre più incerta e precaria. La persona si trova destabilizzata; emozioni come rabbia, paura, senso di colpa, ansia, depressione, sono reazioni naturali di fronte a tale condizione, davanti all’evoluzione della malattia e ai trattamenti. Tali preoccupazioni coinvolgono non solo il paziente ma anche i familiari.
Le cure palliative intervengono proprio a favore di queste persone per affrontare la sofferenza in tutti i suoi aspetti e guardando alla persona nella sua totalità. E’ importante pensare che c’è sempre molto da fare per sostenere un malato terminale; la persona è importante fino alla fine e deve essere accompagnata verso la morte nel migliore dei modi, provando a lenire al massimo la sua sofferenza e continuare a dare senso e dignità alla sua vita.
Lo Stato italiano ha sancito il diritto di accesso alle Cure palliative attraverso la Legge del 2010 n. 38 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. La legge definisce le Cure Palliative come l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.
Il loro scopo non è quello di accelerare o posticipare la morte, ma quello di preservare la migliore qualità della vita possibile fino alla fine.

La musicoterapia come terapia complementare
La musicoterapia quindi è riconosciuta come uno strumento valido per affrontare i molteplici sintomi e risultati della malattia e migliorare il benessere del paziente. Nelle cure palliative questa terapia aiuta ad attenuare la sofferenza e ad affrontare le problematiche ed i bisogni del malato e dei caregivers. L’American Music Therapy Association definisce la musicoterapia come l’uso clinico e la prova basata di interventi di musica per raggiungere gli obiettivi individualizzati all’interno di una relazione terapeutica da un professionista certificato che ha completato un programma di musicoterapia approvato (American Music Therapy Association, 2011).
Il suono e la musica sono impiegati in tutti i loro aspetti (percettivi, motori, emotivi, mentali, sociali ed estetici) per rispondere al disagio e alla sofferenza collegati a patologie fisiche e/o psichiche, per facilitare l’ascolto, la comunicazione e per valorizzare le abilità e lo stile espressivo di ogni individuo.

La musicoterapia riduce l’ansia nei malati terminali
Diversi studi hanno messo in evidenza l’utilizzo della musicoterapia nell’ambito delle cure palliative con pazienti terminali e con i loro familiari.
L’ansia è un sintomo comune per i pazienti con diagnosi di malattia terminale, indipendentemente dal fatto che il paziente ha una predisposizione all’ansia o meno. L’ansia e la depressione sono risultate essere i più frequenti problemi psicologici nelle cure palliative.
La musicoterapia promuove il benessere non solo al paziente ma anche ai familiari coinvolti nell’assistenza. La musica sembra giocare un ruolo vitale nell’aiutare il familiare in quanto permette di rilassarsi durante i periodi psicologicamente difficili e può servire ad affrontare il dolore ed elaborare con il tempo il lutto.

Don Giorgio Occhipinti

 

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2020-01-31T11:58:47+02:00 30 Gennaio 2020|

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