Indetto l’Anno speciale dedicato a San Giuseppe In una lettera dell’amministratore apostolico monsignor Sebastiano Roberto Asta all’intera comunità diocesana indicati sei obiettivi pastorali «L’occasione per riavvicinarci alla sua eccelsa figura, attraverso la pratica delle sue virtù».

///Indetto l’Anno speciale dedicato a San Giuseppe In una lettera dell’amministratore apostolico monsignor Sebastiano Roberto Asta all’intera comunità diocesana indicati sei obiettivi pastorali «L’occasione per riavvicinarci alla sua eccelsa figura, attraverso la pratica delle sue virtù».

Con una lettera indirizzata a tutta la comunità diocesana, l’amministratore apostolico, monsignor Sebastiano Roberto Asta, ha indetto uno speciale Anno dedicato a San Giuseppe, aderendo all’invito del Santo Padre Francesco a perpetuare l’affidamento di tutta la Chiesa al potentissimo patrocinio del Custode di Gesù, in occasione dei 150 anni del Decreto Quemadmodum Deus, con il quale l’8 dicembre 1870 Pio IX dichiarò San Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica.

Monsignor Asta, dopo essersi consultato con il Collegio dei Consultori e i Vicari foranei, ha così ritenuto opportuno accogliere l’invito del Santo Padre a vivere questo speciale Anno dedicato a San Giuseppe e a proporre alla Comunità diocesana di attivarsi per rendere spiritualmente fruttuoso questo periodo, anche invocando l’intercessione del Patrono della Chiesa perché il Signore ci dia al più presto un nuovo pastore.

Nella lettera, monsignor Asta individua sei impegni che propone come obiettivi pastorali a tutta la Comunità diocesana: riflettere sulla paternità di Dio, approfondendo la preghiera del Padre Nostro; conoscere la Lettera Apostolica Patris Corde di Papa Francesco e il Magistero dei Papi su San Giuseppe; considerare i vari aspetti della santità di Giuseppe: paternità, tenerezza, giustizia, obbedienza, accoglienza, coraggio creativo, cura e responsabilità, amore casto, valore e dignità del lavoro; promuovere opere di misericordia spirituali e corporali in onore di San Giuseppe; valorizzare la devozione a San Giuseppe, patrono della Chiesa universale; far conoscere la figura di San Giuseppe, attraverso le molteplici forme d’arte che a lui si sono ispirate.

A corredo della Lettera Apostolica Patris Corde il Santo Padre ha anche promulgato un decreto per concedere il dono di speciali indulgenze in occasione dell’Anno di San Giuseppe a tutti i fedeli e monsignor Asta coglie l’occasione per ricordare come l’Indulgenza plenaria venga concessa «alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ai fedeli che, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, parteciperanno all’Anno di San Giuseppe» e come il decreto della Penitenzieria apostolica e la concessione dell’indulgenza plenaria assumano un particolare significato in un anno ancora caratterizzato dalla pandemia.

Monsignor Asta nella sua lettera fa anche riferimento alla beata Madre Candida dell’Eucaristia e alla beata Maria Schininà che «hanno avuto un rapporto tenero e confidente con Giuseppe, “padre amoroso”». La beata Maria Candida dell’Eucaristia, nei suoi scritti autobiografici, si rivolge al Santo chiamandolo «direttore e maestro della sua anima» ed esprime il proposito di affidarsi a lui nel suo cammino di fede. La beata Maria Schininà riconosceva in San Giuseppe il padre della Provvidenza, attento ai bisogni materiali e spirituali della sua nascente comunità religiosa e lo invocava con parole che esprimono totale fiducia e affidamento: «San Giuseppe, pensaci tu!».

Un passaggio importante è dedicato anche «alla devozione del nostro popolo a San Giuseppe» che «nel corso dei secoli si è manifestata nella dedicazione di luoghi di culto, venerazione di immagini sacre e di tele raffiguranti il Santo. Ancora oggi – ricorda l’amministratore apostolico – la venerazione verso lo sposo di Maria ed il padre putativo di Gesù è molto sentita nelle nostre comunità. Si esprime con la recita di preghiere tradizionali, con il canto della novena, con la realizzazione delle cosiddette “cene” o “tavolate”, per raccogliere i doni dei devoti e farne oggetto di carità verso i bisognosi, degli altari votivi con pane di diversa forma e altre cibarie».

La lettera viene diffusa, e non è un caso, nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Giovanni Bosco. «Siamo chiamati – conclude monsignor Sebastiano Roberto Asta – a metterci sotto la protezione di San Giuseppe per farlo entrare nella nostra vita. San Giovanni Bosco ripeteva ai suoi giovani: “Desidero che voi tutti vi mettiate sotto la protezione di San Giuseppe: se voi lo pregherete di cuore esso vi otterrà qualunque grazia, sia spirituale, sia temporale, della quale possiate aver bisogno”. Auspico che quest’anno a lui dedicato sia l’occasione per riavvicinarci alla sua eccelsa figura, attraverso la pratica delle sue virtù».

Si allega la lettera di monsignor Sebastiano Roberto Asta.

Allegati

Anno di S. Giuseppe - lettera alla Comunità diocesana (31.01.2021)_compressed
2021-01-31T14:21:33+01:00 31 Gennaio 2021|

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