“Guardare la Parola” l’Arte a commento delle letture festive dell’Avvento

 

II DOMENICA DI AVVENTO

ANNO B

Preparate la via”

(Isaia 40, 1-5.9-11  Salmo 84  2 Pietro 3, 8-14- Marco 1,1-8)

 

 

Protagonista delle letture di questa seconda domenica di Avvento è la parola di salvezza che il Signore rivolge al suo popolo e che si farà carne nella persona di nostro Signore Gesù Cristo. Questa parola:  consola i tribolati, dà coraggio agli sfiduciati (I Lettura),  “annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli” (Salmo responsoriale), parla di un nuovo inizio, annuncia la salvezza vicina, annuncia “nuovi cieli e una terra nuova nei quali abita la giustizia” (II Lettura).  Questa parola è un Vangelo cioè una bella notizia da accogliere e comincia a farsi presente attraverso “la voce di uno che grida nel deserto” (Vangelo). è la voce di Giovanni il Battista che con la tua predicazione forte, accompagnata da una testimonianza di vita austera e senza compromessi, annuncia la venuta di Dio sulla terra e invita gli uomini a preparargli una strada nei loro cuori con la rinuncia al peccato e l’apertura alla conversione. Solo così si è pronti ad essere battezzati nello Spirito Santo, cioè ad essere immersi in un bagno d’amore, per poter dire con San Paolo: “L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. (Romani, 5,5)

 

La predicazione del Battista è il tema raffigurato in un rilievo a stucco posto sulla volta della chiesa di San Giovanni Battista di Monterosso Almo. Sulla riva del fiume Giordano, all’interno di un paesaggio incorniciato da alberi di palma, a sottolineare che siamo nel deserto, si staglia in primo piano la figura Giovanni Battista, vestito di una rude veste di peli di cammello con una cintura di pelle attorno ai fianchi, a sottolineare il parallelismo col grande profeta Elia (2Re, 1,8); nella sinistra tiene un bastone di canna a forma di croce, che indica il suo ruolo di precursore del Cristo anche nella morte cruenta del martirio, e richiama le parole di elogio che Cristo stesso gli rivolge: non “una canna sbattuta dal vento” (Lc. 7,24) ma il più grande tra i nati di donna” (Lc. 7,28); sulla canna poi è posto un cartiglio con la frase “Ecce Agnus Dei “ con cui lo stesso Giovanni indicò il Cristo ai suoi discepoli (Gv. 1,29). Davanti a lui un gruppo di uomini , donne e bambini lo ascoltano con attenzione, affascinati dalla sua parola; sono alcuni di quei tanti che “accorrevano a lui da tutta la regione della Giudea e da Gerusalemme” per ascoltare la sua predicazione e farsi battezzare; in lontananza se ne vedono altri ancora che si stanno avvicinando;  ma il braccio destro del Battista è alzato ad indicare che colui che sta per venire è più forte di lui, che non si reputa degno nemmeno di sciogliergli i lacci dei sandali. Il rilievo fa parte del ciclo decorativo con episodi della vita di San Giovanni Battista che lo stuccatore siciliano Carmelo Fantauzzo realizzò nel 1906 per decorare la volta della navata centrale della omonima chiesa di Monterosso Almo.

                            Don Giuseppe Antoci