Covid 19: dal Ristoro di San Francesco la testimonianza di Emiliano Amico

////Covid 19: dal Ristoro di San Francesco la testimonianza di Emiliano Amico

Dal 30 marzo, a seguito della pandemia da Covid-19 ho ricevuto da Domenico Leggio, direttore della Caritas, l’incarico di coordinare l’attività di preparazione dei pacchi spesa per le famiglie in difficoltà, presso il Ristoro San Francesco. In un primo  momento ho accolto l’incarico con un certo timore, perché era il periodo in cui le istituzioni raccomandavano di stare a casa, senza avere contatti con altre persone, neanche se parenti stretti, per evitare contagi.

Mi affidai, tuttavia, a Dio, rivolgendomi a Lui in preghiera: “Signore tu sai tutto, se mi chiami a questo compito eccomi! Spero solo che Tu possa proteggermi da questo virus.” Cosi, con la certezza che non ero da solo, ho iniziato le mie giornate al Ristoro per la preparazione dei pacchi.

Sono stati giorni intensi. Nonostante il blocco del paese, in maniera fuggitiva, si presentava al ristoro qualche persona in lacrime, per chiedere aiuto. Continuavo a ricevere telefonate anche da persone che non conoscevo, ma che in qualche modo avevano ricevuto il mio numero. Non sempre abbiamo potuto esaudire le richieste, perché le difficoltà delle persone sopravanzavano le disponibilità della nostra Caritas. Ma anche in quei casi Dio mi ha dato la forza di infondere speranza, in un periodo terribile.

Dio mi chiedeva di parlare di Lui e di confidare nella Sua infinita provvidenza. Nonostante i miei dubbi di fronte all’enormità della situazione, Lui mi infondeva nel cuore la forza per sostenere chi era nella difficoltà. Ricordo il caso di una mamma sola, con due figli, che mi diceva: “Mio marito è morto. Sono sola, ho difficoltà a sostenere i miei figli e anche se non mi manca il cibo, la mia paura è non riuscire a pagare le bollette.”

Nel periodo di maggiore emergenza al Ristoro si preparavano anche fino a 60 pacchi spesa al giorno, ma eravamo indietro rispetto alle richieste di una settimana. E non mancavano le persone che minacciavano di farla finita, disperate dalla situazione economica, e le domande di padri di famiglia che raggelavano il sangue: “Cosa do da mangiare ai miei figli?”

Ho vissuto momenti di sconforto. Ma in risposta ho visto la Provvidenza farsi spazio: venivano famiglie a donare sacchetti della spesa, arrivavano furgonati carichi di pedane di prodotti messi a disposizione da aziende del territorio che si sono prodigate periodicamente a far pervenire il proprio contributo. Una mattina un signore che non conoscevo si è fermato con la macchia davanti alla porta del Ristoro per portare dei sacchi della spesa e mi ha detto: “Di cosa avete di bisogno? La cosa più importante in questo momento è che la gente possa mangiare, il resto lo risolveremo dopo.”

Quanta emozione a quelle parole cosi sentite e con cuore sincero. La Provvidenza esiste e se trova un cuore disponibile, si manifesta!

Per non parlare dei tantissimi volontari che si sono resi disponibili in un modo o nell’altro per aiutarci. Sembravamo una catena di montaggio, ma tutto fatto con il sorriso, con la forza d’animo e con la certezza che saremmo riusciti ad aiutare. Questo è il vero senso della Chiesa, sapere che senza i fratelli non riusciamo ad andare avanti, che soli siamo fragili.

Abbiamo fatte nostre le parole della Beata Giuliana di Norwich, la quale ci ricorda che “Tutto andrà bene “ nella certezza dell’amore di Dio.

2020-06-24T10:06:26+02:00 24 Giugno 2020|

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