“Oltre il fine vita”. La dignità del morire trattata al Convegno Dibattito di Bioetica

///“Oltre il fine vita”. La dignità del morire trattata al Convegno Dibattito di Bioetica

Forum di bioetica 2020 / Incontro – dibattito di approfondimento

In continuità con le iniziative per le celebrazioni della 42a Giornata per la Vita e della XVIII Giornata del Malato, il Forum di Bioetica organizzato dalla Diocesi ha l’obiettivo di approfondire un tema delicato e attuale: “Oltre il fine vita”. La dignità del morire”. Vogliamo offrire alla comunità ecclesiale diocesana l’opportunità di leggere il problema sul piano scientifico ed etico.

Riprendendo il Messaggio di Papa Francesco per la XXVIII Giornata del Malato, al Paragrafo 4 il Pontefice afferma rivolto ai medici e agli operatori sanitari: <<Cari operatori sanitari, ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo “persona”, viene sempre prima dell’aggettivo “malata”. Pertanto, il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile.
Nell’esperienza del limite e del possibile fallimento anche della scienza medica di fronte a casi clinici sempre più problematici e a diagnosi infauste, siete chiamati ad aprirvi alla dimensione trascendente, che può offrirvi il senso pieno della vostra professione. Ricordiamo che la vita è sacra e appartiene a Dio, pertanto è inviolabile e indisponibile (cfr Istr. Donum vitae, 5; Enc. Evangelium vitae, 29-53). La vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire: lo richiedono contemporaneamente sia la ragione sia la fede in Dio autore della vita. In certi casi, l’obiezione di coscienza è per voi la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo “sì” alla vita e alla persona. In ogni caso, la vostra professionalità, animata dalla carità cristiana, sarà il migliore servizio al vero diritto umano, quello alla vita. Quando non potrete guarire, potrete sempre curare con gesti e procedure che diano ristoro e sollievo al malato>>.

Nel Messaggio dei vescovi per la Giornata della Vita 2020 leggiamo al par 3. “Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. È questa l’unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità”.

In quest’ottica va affrontato il discorso delle cure palliative
Le cure palliative si rivolgono anche alla persona che ancora riceve terapie volte alla risoluzione della malattia (per esempio la chemioterapia) con il fine di migliorarne la qualità di vita. In questo caso sono definite cure palliative precoci o simultanee.
Le cure palliative non possono prescindere da una terapia del dolore che spesso si associa alla cura della persona che sta affrontando l’ultimo periodo della sua vita. Vengono quindi utilizzati sia metodi farmacologici contro il dolore che non farmacologici di supporto (psicologici, cognitivi, comportamentali, agopuntura, massaggio, fisioterapia, terapia occupazionale, meditazione, terapie artistiche, musicoterapia…). Il dolore è, infatti, fra tutti i disturbi (sintomi), quello che più mina l’integrità fisica e psichica del malato e che più angoscia e preoccupa i familiari, con un notevole impatto sulla loro qualità della vita. Alcune ricerche cliniche recenti inoltre ripropongono l’utilizzo di sostanze definite psichedeliche per il trattamento dei disturbi dell’umore propri del fine vita. Tra queste ricordiamo la cannabis, la dietilamide dell’acido lisergico (LSD) e la psilocibina. I dati ottenuti da questi studi vanno comunque validati, valutandone attentamente il rapporto rischio/beneficio.

L’iniziativa vede il coinvolgimento anche delle scuole per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale di Ragusa e della Cattedra per il Dialogo tra le Culture, oltre al patrocinio dell’ASP di Ragusa e dell’Ordine dei Medici.

Relatori saranno il Dott. Rosario Giurato, Dirigente Medico presso la RSA di Comiso e il Prof. Giuseppe Di Mauro, Docente di Religione Cattolica e di Teologia Morale alla Scuola teologica di base e vice-direttore dell’Ufficio per la pastorale della cultura.
Per favorire la più ampia partecipazione, vi saranno due incontri-dibattito:

Giovedì 27 Febbraio alle ore 16,30 a Comiso
nell’Auditorium “Carlo Pace” – Via Piemonte (vicino Teatro Naselli)
Venerdì 28 Febbraio alle ore 19,30 a Ragusa
nell’Auditorium “Saro Digrandi” dell’I.I.S. “Galileo Ferraris” – Via P. Nenni

Auspichiamo un’ampia diffusione dell’iniziativa, al fine di coinvolgere oltre agli operatori pastorali e ai docenti anche i giovani e le famiglie.

 

Allegati

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2020-02-18T20:44:49+02:00 17 Febbraio 2020|