ATTORNO ALL’ALTARE RINNOVATO, LA CHIESA DI RAGUSA RENDE GRAZIE AL SUO VESCOVO

Ieri sera la Cattedrale San Giovanni Battista di Ragusa ha vissuto una celebrazione di grande intensità ecclesiale e comunitaria, nella quale si sono intrecciati il quinto anniversario dell’ordinazione episcopale di mons. Giuseppe La Placa e la dedicazione del nuovo Altare, insieme alla benedizione dell’Ambone e della Cattedra, frutto di un percorso di adeguamento liturgico avviato nel 2022. Alla celebrazione ha preso parte anche il nuovo Vescovo di Locri-Gerace, mons. Cesare Di Pietro che in questi giorni si trova a Chiaramonte in ritiro spirituale.

Il progetto di rinnovamento dei poli liturgici, pensato per rendere più armoniosa la disposizione del presbiterio e per esprimere con maggiore chiarezza il senso teologico dei gesti celebrativi, è stato realizzato attraverso un lavoro attento e condiviso. L’ampliamento del presbiterio è stato curato dagli architetti Antonio Buscema e Gianfranco Cavalieri e approvato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, mentre la progettazione dei nuovi poli liturgici — altare, ambone e cattedra — è stata affidata allo Studio Progetto Bema di Roma, che ha scelto di valorizzare elementi già presenti nel precedente arredo liturgico. Sono stati infatti conservati i pannelli bronzei dell’artista ragusano Arturo Di Natale, mentre nell’ambone è stato integrato un pannello del figlio Giovanni Di Natale, creando una continuità artistica che unisce generazioni e sensibilità diverse. Particolarmente significativa è stata anche la scelta dei materiali: al posto del marmo sono stati adottati la pece e la pietra di Comiso, elementi locali che conferiscono ai nuovi poli liturgici un carattere sobrio, essenziale e profondamente radicato nella tradizione del territorio.

La collocazione dei poli liturgici è stata studiata per esprimere con immediatezza il loro significato: l’altare, posto al centro, richiama la mensa attorno alla quale la Chiesa si raduna per celebrare l’Eucaristia; l’ambone, avanzato e rialzato, evidenzia che la Parola di Dio “scende” sul popolo e illumina il cammino della comunità; la cattedra, avvicinata rispetto alla posizione originaria, manifesta il Vescovo vicino ai fedeli e ricorda che il suo ministero nasce dall’ascolto della Parola e si alimenta nell’Eucaristia. Nel rito di dedicazione dell’altare sono state deposte le reliquie di Sant’Agata, San Carlo Acutis, Beata Madre Maria Candida dell’Eucaristia e Beata Maria Schininà, segni di santità che accompagneranno la vita della comunità.

Nell’omelia, mons. La Placa ha guidato l’assemblea nel cuore del mistero celebrato, ricordando che «il vero protagonista della liturgia è Cristo stesso: senza di Lui, l’altare sarebbe soltanto una mensa di pietra». Ha sottolineato che l’altare consacrato diventa «luogo della presenza e dell’agire salvifico del Signore», mentre l’ambone è «la pietra del sepolcro dalla quale l’angelo annunciò la Risurrezione», e la cattedra «il segno del ministero del Vescovo, chiamato a custodire la comunione del popolo di Dio». Ha ricordato inoltre che «l’Eucaristia è la sorgente e il culmine della vita della Chiesa» e che attorno a questa mensa «si edificherà la comunità dei credenti negli anni che verranno». Riprendendo le parole di sant’Agostino, ha invitato i fedeli a riconoscere nell’altare il luogo in cui «riceviamo ciò che siamo e diventiamo ciò che riceviamo».

La celebrazione è stata l’occasione per ricordare il quinto anniversario dell’ordinazione episcopale di mons. La Placa, che ha condiviso con la comunità la consapevolezza che «abbiamo questo tesoro in vasi di creta» (2Cor 4,7) e che il ministero episcopale è anzitutto opera della grazia di Dio. Ha espresso gratitudine per il cammino condiviso con la Chiesa di Ragusa, affermando: «Voi siete la mia corona e la mia gioia» (Fil 4,1), e ha invitato tutti a guardare al futuro con fiducia, certi che «Cristo rimane: è Lui che guida la sua Chiesa».

Al termine della celebrazione, il Vescovo ha chiamato all’altare tutte le maestranze che hanno lavorato alla realizzazione dei nuovi poli liturgici, progettisti, artigiani, tecnici, operai, per ringraziarli personalmente e riconoscere pubblicamente il loro contributo alla bellezza e alla vita della Cattedrale. Subito dopo, nel giardino del Vescovado, si è svolto un rinfresco aperto a tutti i presenti, un momento di fraternità e condivisione che ha concluso in clima di festa la celebrazione.