Armonia nelle relazioni comunitarie e coerenza nelle scelte di tutti i giorni

«Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società»: queste le parole della Laudato Si’ che hanno condotto all’avvio del percorso intrapreso dall’Ufficio per i Problemi Sociali ed il Lavoro della Diocesi di Ragusa con l’indizione del concorso di VideoMaking “Nuove Visioni per Nuovi Stili di Vita”: un’occasione per giovani e cittadini per sperimentare, attraverso il linguaggio del racconto-video, cosa significhi incarnare e praticare una conversione dei propri stili di vita al fine di renderli rispettosi di se stessi, degli altri, dell’ambiente, del mondo.

I giovani vincitori sono stati premiati giorno 27 aprile nel saloncino del Vescovado in occasione della celebrazione della Giornata Diocesana per i Nuovi Stili di Vita, promossa dall’Ufficio diocesano per i Problemi Sociali ed il Lavoro e dall’Ufficio per la Pastorale Missionaria.

Un incontro ricco di spunti e riflessioni sul rapporto tra responsabilità individuale e collettiva che ha visto la partecipazione, oltre che degli Uffici promotori, del Vescovo e di Adriano Sella, coordinatore nazionale della Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di vita.

Cambiare i propri stili di vita, infatti, significa operare una conversione, movimento che non può che partire da una presa di coscienza rispetto al fatto che le azioni di ciascuno, seppur piccole, contano e che possono contribuire a realizzare un cambiamento nell’ottica del bene comune. Il bene comune non è mai una sommatoria, ma è un prodotto, in quanto si realizza e aggiunge all’insieme dei contributi individuali il valore generato da quella specifica tipologia di beni immateriali che sono i beni relazionali. Ciò perché il risultato dell’incontro è sempre generativo e realizza la capacità di liberare connessioni, energie, creatività che rendono quel rapporto interprete e portatore di novità. Proprio sul concetto di “relazione” si concentrano l’intervento ed il messaggio del vescovo monsignor Giuseppe La Placa: «Quando si parla di Nuovi Stili di Vita, si tratta di portare alla luce quali sono le potenzialità di ognuno di noi nel rendere migliore il mondo in cui viviamo, per rendere migliore la convivenza tra gli uomini». Ognuno di noi sperimenta diversi tipi di relazioni: con gli altri, con le cose, con il Creato, con Dio. Bisogna perciò uniformare lo stile ed il modo di vivere le relazioni, in maniera armonica, a partire ovviamente dal senso che proviene dalla relazione più importante, quella con Dio. Se saremo in grado di compiere questo processo allora potremo sperimentare un modo “nuovo” di vivere e di abitare il mondo.

Il direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali ed il Lavoro, Renato Meli, ha richiamato la necessità di assumere, come esseri umani e come cattolici, la responsabilità di proteggere il Creato e di salvaguardarlo per le generazioni future. A seguire l’intervento di Umberto Virgadaula, membro dell’Ufficio per la Pastorale Missionaria che ha concentrato il suo messaggio sull’apporto che la Pastorale dei Nuovi stili di vita offre alla Chiesa, quello cioè di riflettere sulla “concretezza” del Vangelo. Gesù ci offre uno stile di comportamento, attraverso gesti, atteggiamenti, posture che possiamo prendere ad esempio. Si tratta di una “pastorale delle azioni concrete” che possiamo riscoprire e contribuire a promuovere.

L’incontro è proseguito con la proiezione e la premiazione, da parte del vescovo monsignor Giuseppe La Placa e del Direttore dell’UPSL Renato Meli, dei video-racconti vincitori del concorso di video making, ed in particolare del gruppo MSAC di Ragusa per la categoria “Giovani”, di Paola Piccione per la categoria “Famiglia” e di Giovanni Iacono e Roberta Schininà per la “Menzione Speciale Social”. I vincitori hanno tutti ricevuto il premio in denaro previsto dal concorso.

I video hanno rappresentato l’occasione per i giovani partecipanti di condurre un percorso di riflessione e di approfondimento sulla Laudato Si’, di sperimentare il proprio ruolo di cittadini attivi e di uomini e donne responsabili e di divulgare comportamenti, gesti e buone prassi da poter applicare nella vita di tutti i giorni.

Dopo la proiezione dei video, a conclusione dell’incontro, l’intervento del coordinatore della rete interdiocesana per i nuovi stili di vita, Adriano Sella: «Per cambiare stili di vita non si può prescindere dalle relazioni», a partire da quella con la Terra. Se impariamo a considerare la terra “madre”, stabiliamo un rapporto intimo, che è un rapporto di cura, di rispetto, di amore.

Gli stili di vita che adottiamo da anni, frutto di un consumismo sfrenato, hanno un impatto non solo ambientale, ma anche umano fortissimo. Siamo abituati a “mercificare”, non solo le cose, ma anche i nostri rapporti umani ed il nostro rapporto con Dio. Adottiamo lo stile dell’usa e getta ad ogni nostra relazione. La Laudato Si’, ci invita, invece, utilizzando un linguaggio pastorale semplice ed immediato, ad operare una conversione della concretezza, fatta di gesti quotidiani. Il cardinale Zuppi ci insegna che i Nuovi Stili di Vita ci invitano ad operare uno scatto: dall’impegno morale ad un impegno concreto. Il cambiamento possiamo operarlo tutti i giorni, impegnandoci a sprecare meno, a rispettare la stagionalità dei cibi, a risparmiare, ad utilizzare mezzi di trasporto sostenibili ecc.

L’invito accorato è che i nuovi stili di vita diventino oggetto di un impegno pastorale integrato, che coinvolga diversi uffici diocesani e che aiuti tutte le persone a vivere, sulla scorta dell’insegnamento di Papa Francesco, un’ecologia “integrale”, nella triplice prospettiva della dimensione culturale, esperienziale e della concretezza del servizio.

 

Marianna Occhipinti e Fabrizio Iacono