Anche la Caritas dà l’ultimo saluto a don Raffaele

////Anche la Caritas dà l’ultimo saluto a don Raffaele

Anche il mondo del servizio civile piange la scomparsa di padre Raffaele. Il “don” dei giovani, era ormai da anni uno dei più coinvolti e appassionati OLP (responsabile di sede del servizio civile) che la Caritas abbia conosciuto. La sua eccezionale abilità relazionale, la sua naturale passione per le storie di vita, il suo sincero interesse per ciascuno, facevano di p. Raffaele un punto di riferimento per i giovani, che anche grazie al servizio civile riusciva ad avvicinare alla comunità e alla fede in Cristo.

Era un OLP esigente Don Raffy (così lo chiamavano i suoi ragazzi), sperava che nei giovani in servizio civile scattasse quel desiderio di volontariato puro che li spingesse a fare sempre più e sempre meglio del previsto, per il bene loro e della sua tanto amata comunità. Spesso questo creava occasione di scontro, ma mai nessun giovane che abbia prestato servizio presso la parrocchia Nunziata, ha concluso l’esperienza senza sentirsi voluto bene da quel prete dei dettagli, dei particolari, della concretezza, che tanto osservava e deduceva, come un padre premuroso. Voleva rinforzare quella canna incrinata di cui scrive il profeta Isaia, voleva riaccendere ogni stoppino dalla fiamma smorta, non si accontentava. Voleva scuoterli i giovani, e riusciva a farlo con la fermezza dei valori e della fede che lo animavano.

Da bravo OLP amava coltivare la relazione con i suoi ragazzi, dedicargli tempo: era solito incontrarli il sabato mattina in canonica per offrirgli la colazione durante l’appuntamento settimanale dedicato alla verifica e alla programmazione. Di quante delicatezze e attenzioni era capace: gli auguri per l’onomastico, la “pizzata” alla quale riusciva sempre a trascinare fidanzati e fidanzate dei suoi volontari in servizio civile. Proprio una calamita per i giovani, sapeva fare dell’accoglienza uno dei suoi più grandi carismi.

Era umile p. Raffaele, sempre presente ai momenti di formazione e confronto per gli OLP, allegro e brillante, poneva questioni educative profonde. Ventenne era stato lui stesso obiettore di coscienza, e quei valori, che lo allontanarono dalle armi e lo avvicinarono al servizio del prossimo, ha continuato a viverli, giorno dopo giorno, e a reincarnarli in tanti figli spirituali. Come ha fatto con Simona e Lucia, le attuali volontarie in servizio civile che ha presentato il 18 gennaio scorso alla comunità, consegnando loro una matita con l’augurio di poter essere matite di Dio. Così lo vogliono salutare oggi: “In questi pochi mesi ci siamo conosciuti, abbiamo imparato a rispettarci, ci siamo scontrati, ma sei stato sempre sostegno, supporto, confronto e coraggio. Ci hai trasmesso voglia di ricominciare, con audacia e prudenza, nel rispetto delle regole ma con la certezza che fermarsi e abbandonare i nostri ragazzi non era contemplato. Sui tuoi passi continueremo a essere matite nelle mani di Dio”.

Grazie, padre Raffaele: la Caritas diocesana e il servizio civile si onorano di portare la tua impronta.

2020-11-25T09:30:47+01:00 23 Novembre 2020|