1° Dicembre 2021 Giornata Mondiale dell’AIDS

///1° Dicembre 2021 Giornata Mondiale dell’AIDS

Il 1° dicembre prossimo ricorre la Giornata mondiale dell’Aids. Anche l’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute di Ragusa, è impegnato ad attivare azioni di sensibilizzazioni per far sì che quante più persone è possibile siano raggiunte dai messaggi informativi che mirano a rendere edotti tutti sui rischi che corrono con comportamenti non corretti. “E’ una malattia che è scoppiata, a livello globale, più di quaranta anni fa – dice la dottoressa Maria Antonietta Di Rosolini Dirigente Medico del Reparto di Malattie Infettive di Ragusa e componente della Consulta della Pastorale della Salute -assumendo, sin dall’inizio, carattere pandemico. In merito a questa problematica potete leggere la sua riflessione nell’articolo sottostante.

Don Giorgio Occhipinti 

ENTROPIA DELLO SPIRITO: DUE PANDEMIE CI FANNO DA SPECCHIO!

Il 1° dicembre prossimo ricorre la Giornata Mondiale dell’AIDS

Una malattia che è scoppiata a livello globale, più di quaranta anni fa, assumendo, sin dall’inizio, carattere pandemico. Il mondo scientifico ha ottenuto grandi risultati contro l’infezione da HIV garantendo, con una terapia virosoppressiva  a vita, la sopravvivenza di chi contrae l’infezione con una qualità di vita che consente, nella gran parte dei pazienti, una progettualità pari alla generalità delle persone. L’HIV continua ad essere un importante problema di salute pubblica globale: sono oltre 33 milioni  i decessi causati dal virus.

Oggi sono circa 38 milioni (+ 24% rispetto al 2010) le persone affette da HIV, che ha causato 690.000 decessi nel 2019. La Regione Africana risulta ad oggi quella più colpita, con oltre 25.7 milioni di persone  affette da HIV (pari a 2/3 delle nuove infezioni da HIV a livello globale). Bisogna considerare che ci sono infezioni non diagnosticate verso cui, l’OMS si è posto l’obiettivo di  far emergere il sommerso e fermare la diffusione del virus. L’HIV determina un impatto rilevante non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale ,dovuto alla persistenza di fenomeni discriminatori e di stigma.

Nel 1990 è stata varata la Legge n.135/1990 per evitare la presenza di fenomeni discriminatori in ambito lavorativo. Sono previste una serie di disposizioni specifiche volte a garantire l’anonimato nella rilevazione delle infezioni da HIV e il divieto di svolgere indagini per accertare lo stato di sieropositività dei dipendenti da parte dei datori di lavoro per l’instaurazione di un rapporto lavorativo. Nonostante i numeri, da anni l’HIV è un argomento dimenticato dai media. Se ne parla un giorno l’anno e poi tutto ritorna nella indifferenza. Eppure il mondo scientifico è sempre stato impegnato nella ricerca per una cura sempre più efficace e sicura: lontano dai riflettori! Eppure è una PANDEMIA anche se non si tratta di una malattia ad alta diffusibilità respiratoria come il Covid 19. Abbiamo qualcosa da  imparare da queste due pandemie? Dopo trenta anni di storia di HIV lo stigma sociale non è stato minimamente scalfito! Ancora oggi il paziente affetto da HIV avverte il fardello della sua malattia-condanna e lo stress di non farsi riconoscere ,talvolta, supera quello di sottoporsi ai controlli alimentando una autodiscriminazione che lo porta all’isolamento.

Quanti pazienti HIV vivono in solitudine la patologia di cui sono affetti! Quanti immigrati, soprattutto le donne, diventano positivi per HIV durante il viaggio della speranza? HIV, immigrazione, stigma sociale, disinformazione, mancanza di educazione sessuale, prevenzione, vanno assieme e ridurne le conseguenze non può prescindere dal riconoscimento della multicausalità. L’Africa è la Regione più colpita da HIV la cui organizzazione socio sanitaria non rientra neanche negli standard minimi! L’immigrazione, che per noi occidentali mette in serio  pericolo il nostro equilibrio, per  milioni di persone è una speranza. La forbice si allarga sempre più tra la sicurezza del benessere in occidente e le esigenze nei paesi poveri di minima necessità per una vita tollerabile. L’Europa cerca di frenare l’immigrazione che in maniera indiscriminata e incontrollata la travolge. L’Occidente ,che volge verso il proprio tramonto perché non cresce, è travolto ed è assolutamente impreparato ad affrontare il problema dell’immigrazione nonostante sia noto a tutti la causa multifattoriale. Un Occidente, in imbarazzo e confuso, chiude le frontiere come se fosse una efficace soluzione al grande problema che è già esploso in tutte le sue manifestazioni senza farsi fermare da alcun confine. Il vero problema sono e saranno le migrazioni ambientali e sociopolitiche! Basta pensare al Ciad: dal 1964  ad oggi il bacino si è ridotto dell’80%. Un ulteriore aumento della temperatura dello 0.6°C provocherà la completa evaporazione. Venti milioni di persone saranno costrette all’esodo! Il Mediterraneo diventerà sempre più un Hot Spot per uomini che fuggono in cerca di salvezza sopportando stenti e rischiando malattie compreso l’HIV, malattie a trasmissione respiratoria, malattie da stenti, malattie sessualmente trasmesse; il Mediterraneo diventerà un Hot Spot climatico!

La pandemia da SARS COV2 che ha cambiato la vita di tutti ci invita a riflettere su due parole: Equilibrio e Confine.

Equilibrio!

Tutti abbiamo idea di cosa significhi. Tutti riconosciamo che è necessario equilibrio per vivere bene con noi stessi e con gli altri! Il corpo umano è espressione di equilibrio grazie alla armonica interdipendenza tra corpo e anima e ambiente. L’uomo da troppo tempo non ha rispettato questo equilibrio: ha urbanizzato le foreste, ha inquinato il cielo e la terra come se non gli servissero per vivere! Urbanizzare le foreste è una della tante scelte dell’uomo che denuncia la perdita del senso del Confine. L’AIDS è una malattia che è comparsa perché alcune tribù africane hanno mangiato carne delle scimmie. Queste hanno contagiato all’uomo un virus che, adattandosi all’uomo (si chiama Salto di specie) ha causato la malattia da virus HIV.

L’urbanizzazione delle foreste, l’alimentarsi con carni di animali come i pipistrelli che, solitamente, non condividono l’habitat dell’uomo, ha portato il coronavirus Covid-19 nell’uomo. Cosa abbia scatenato questo nuovo salto di specie è sotto gli occhi di tutti. Non possiamo disconoscere che la causa della malattia da Covid è frutto di questa perdita di equilibrio, del senso del confine.

Noi tutti DOBBIAMO RICOSTRUIRE L’EQUILIBRIO RISPETTANDO IL CONFINE

Tutti abbiano un ruolo per questa causa! Più che del virus abbiate paura se non si ripristina l’equilibrio! Superata questa epidemia, senza equilibrio, né confine, ne avremo altre! Siamo una umanità stressata perché non viviamo in equilibrio e abbiamo alterato lo stile di vita (dal lavoro alla ricreazione) rendendolo innaturale! Senza equilibrio siamo solo dei Prigionieri! Vi invito a rivedere ogni gesto della vostra vita, ogni attività, ogni ruolo, ogni pianta, ogni animale, tutto l’universo, nell’ottica di rispettarne la natura che porta all’equilibrio. Amiamo questo equilibrio e  sarà la nostra rivoluzione: porterà nuovi frutti!

Equilibrio e Confine portano verso l’Amore per se stessi e per l’altro. Il nostro io è nulla senza l’altro. Abbiamo sbagliato. E il nostro errore ha portato a questo. E’ nostro dovere cambiare partendo dal chiedere perdono a Dio che ci ha donato il creato e la Libertà. E non c’è pentimento in grado di scagionarci se non riconosciamo che abbiamo soffocato la Libertà. La vita parla di Libertà e la ricorda a chi l’ha perduta. Dio ha affidato gli uomini agli uomini: siamo liberi come Dio ci ha creati e sentiamone tutti la responsabilità.

Maria Antonietta Di Rosolini

2021-11-29T09:27:48+01:00 28 Novembre 2021|

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