Via Crucis Itinerante del Malato – Cammino di Speranza e di Solidarietà

///Via Crucis Itinerante del Malato – Cammino di Speranza e di Solidarietà

Ospedale Giovanni Paolo II – Ospedale Maria Paternò Arezzo – R.S.A. / SUAP (Piazza Igea)  Clinica del Mediterraneo – R.S.A. / Villa San Giorgio

Ci sono ambienti, come l’ospedale, in cui la sofferenza è di casa, dove chi li abita è costretto a portare la sua croce giorno e notte. Ma lì ci sono anche persone che cercano di condividere e alleviare il dolore dei pazienti, di coloro che patiscono la malattia del corpo, troppo spesso accompagnata dalle malattie dell’anima, lo scoraggiamento, la sfiducia, la depressione, a volte la rabbia e la ribellione, la disperazione, la solitudine. Proprio quest’ultima è spesso la causa delle precedenti sofferenze psicologiche e spirituali. Per questo l’Ufficio per la Pastorale della Salute ha scelto di fare servizio in tali ambienti, proprio per offrire compagnia e aiuto materiale, per dare coraggio, per portare una nuova speranza e una nuova prospettiva da cui guardare la sofferenza e renderla prezioso strumento di amore e di salvezza. Il modello è uno e uno solo, Gesù Cristo, Colui che per amore ha preso su di sé la sofferenza del mondo ed ha riportato la fiducia e la speranza nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, anche quello piagato e piegato dalle prove della vita. Questo hanno provato, e provano a fare ogni giorno, i Volontari della Cappellania Ospedaliera, silenziosamente e nascostamente.
Anche quest’anno abbiamo organizzato, tra le corsie la Via Crucis. Non c’è un modo migliore di questo per capire il sacrificio di Gesù e per scoprire il valore del dolore umano. L’immagine che ho scelto per la locandina della Via Crucis, presenta “Cristo carico della croce che indica con il braccio e le dita della mano un luogo verso dove è diretto”…  i luoghi dove tanti fratelli e sorelle portano in silenzio e nella solitudine le croci del dolore e della sofferenza.

L’anno scorso la Via Crucis è risultata nei venerdì di Quaresima particolarmente intensa e commovente, sentita e partecipata. Un susseguirsi di emozioni. “Tutti i malati ci aspettavano e abbiamo vissuto con loro momenti molto forti di solidarietà”. Gli operatori si sono sentiti dei “cirenei” per aver portato per un po’ la croce degli altri. Ma cirenei non obbligati a farlo, bensì volontari. E quei luoghi di dolore, con quelle persone sofferenti, e con coloro che professionalmente se ne prendono cura, è diventato in quei momenti per molti, se non per tutti, un’esperienza di paradiso.

Don Giorgio Occhipinti

Allegati

Via Crucis 2019
2019-03-04T10:15:26+01:00 3 Marzo 2019|