Musica e informazione alla Giornata mondiale del Rifugiato Monsignor Cuttitta: «Tendere sempre la mano a chi ha bisogno»

///Musica e informazione alla Giornata mondiale del Rifugiato Monsignor Cuttitta: «Tendere sempre la mano a chi ha bisogno»

Comunicato Stampa n. 43/2018

Entrano nel vivo gli eventi conclusivi della Giornata del Rifugiato 2018, pensati ed organizzati dalla fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con la Caritas diocesana e l’ufficio Migrantes della Diocesi di Ragusa.
Oggi, alle 21, in piazza Hodierna, a Ragusa Ibla, verrà presentato il libro “Il mondo tra le dita”, frutto di un concorso nazionale rivolto agli Sprar e del progetto di alternanza scuola lavoro svolto con gli studenti del liceo artistico “Ferraris” di Ragusa. A seguire l’atteso concerto dei Radiodervish che presenteranno in anteprima nazionale il loro nuovo cd, “Il Sangre e il Sal”.
Domani, alle 17.30, alla sala Avis ‘’Rosario Digrandi’’ di Ragusa si discuterà sul tema ‘‘I mezzi di informazione di fronte ai flussi migratori’’ con il giornalista Paolo Lambruschi e della ‘‘Situazione siciliana e i nuovi scenari del Mediterraneo’’ con Antonella Elizabeth Basilone, rappresentante Unhcr Sicilia. Tutti gli appuntamenti in calendario potranno essere fruiti gratuitamente.
«Tendere la mano sempre verso chi ha bisogno, senza se e senza ma, è sempre stata la linea della Chiesa e – ricorda il vescovo Carmelo Cuttitta – con questa consapevolezza dobbiamo operare un dimensione dell’accoglienza per chi scappa ed è perseguitato. Dinanzi alle migrazioni forzate dobbiamo aprire, non chiudere, al fine di creare insieme prospettive di futuro. A papa Francesco non sfugge la complessità del fenomeno e proprio per questo ha indicato vari punti per accrescere il benessere di tutti».
Gli eventi sono stati presentati ieri nel corso di una conferenza stampa. «Dobbiamo arginare il sentimento di paura e di sospetto che si annida in chi parla di immigrazione e – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – noi lo facciamo ogni giorno attraverso il lavoro, serio e competente, dei nostri operatori. Per dare testimonianza di questo abbiamo organizzato cinque ‘‘open day’’ nei nostri progetti Sprar ed abbiamo permesso a chiunque lo volesse di conoscere personalmente i nostri ospiti per capire che sono prima di tutto delle persone, degli esseri umani e non dei numeri o, peggio, delle minacce al nostro futuro».
Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana, ha ricordato che «sono tanti i conflitti dimenticati nel mondo, le carestie che colpiscono migliaia di nostri fratelli. Non possiamo non vedere questi fenomeni e cercare di porre in essere un aiuto concreto. Le politiche di discriminazione e di chiusura non hanno mai portato ricchezza o coesione sociale. Come Caritas accoglieremo sette eritrei attraverso la modalità sicura dei corridoi umanitari, metodo di accoglienza che sta portando buoni risultati».

«La Chiesa – aggiunge padre Rosario Cavallo, direttore dell’Ufficio Migrantes – è preoccupata dai sentimenti di ostilità che si manifestano verso gli stranieri, anche tra cristiani. Tuttavia esistono tante storie che lasciano ancora spazio alla speranza».

2018-06-28T10:01:14+01:00 28 Giugno 2018|