In Rete… Senza Rete: le nuove dipendenze patologiche

///In Rete… Senza Rete: le nuove dipendenze patologiche
Continuano le iniziative dell’Ufficio per la Pastorale della Salute in occasione della Giornata Diocesana del Malato.

Tra queste iniziative anche le “Nuove dipendenze patologiche” ovvero le “nuove malattie” dei tempi attuali. Appuntamento il 15 Febbraio 2019 alle ore 19.00 all’Auditorium della Parrocchia del Preziosissimo Sangue, Ragusa.

Negli ultimi anni sono comparsi nuovi disagi di notevole interesse per la psicologia: la dipendenza da internet.  La dipendenza da internet racchiude in sé diverse forme e categorie: la dipendenza dai social network, dal sesso o dal gioco su internet. L’avvento di internet e l’uso che le persone ne hanno fatto nel corso degli anni, lo hanno reso un compagno onnipresente nella vita di gran parte di noi.

La tecnologia si adatta e segue questo trend: non solo computer portatili sempre più maneggevoli, ma ora anche smartphone e tablet garantiscono l’accesso al web ovunque ci troviamo.  Non c’è più bisogno di andare dal giornalaio a comprare il quotidiano per sapere cosa accade nel mondo o andare in biblioteca per fare una piccola ricerca. I social network permettono di comunicare in tempo reale a qualsiasi distanza ci si trovi e con qualunque parte del mondo. Così facendo si sono diminuite le distanze e le informazioni vengono scambiate istantaneamente e si può sempre essere aggiornati sui fatti di cronaca, su aggiornamenti culturali o anche semplicemente su come sta un nostro amico o parente che vive lontano.

Più di un miliardo di persone nel mondo hanno un account e circa la metà comunicano regolarmente con i Social. Il primo grande merito dei social network è indubbiamente quello di aver facilitato la comunicazione: basta avere la connessione a Internet per parlare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, grazie alle webcam addirittura vederne il volto. I Social Network rappresentano un aggregatone di persone che cercano e vogliono mantenere contatti con vecchi e nuovi amici, condividendo foto, video e contenuti della propria vita.

La dipendenza da social network è molto diffusa e come avviene nelle altre dipendenze è causa di alcuni problemi. Gli atteggiamenti di uso ed abuso di questi siti web ed il loro perpetrarsi, fino addirittura alla dipendenza, sono innescati e portati avanti da meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima. A livello celebrale vengono rilasciate maggiori quantità di sostanze psico-attive e a livello mentale si creano meccanismi e schemi compensatori che portano al riutilizzo continuo e sempre maggiore.

Inizialmente ad essere letteralmente rapiti dai social network sono i giovani: almeno 5mila ragazzi in Italia sono considerati a rischio di dipendenza da social network, visto che trascorrono da 2 a 3 ore al giorno sui vari profili disponibili in Internet. Secondo una recente ricerca otto adolescenti su dieci sono connessi a un social network e aggiornano continuamente il profilo.

Nel 2008 la diffusione di Facebook è stata così esponenziale da posizionare l’Italia al primo posto della classifica mondiale dei paesi con maggiore percentuale di incremento utenti. In pochi anni Facebook e divenuto uno dei dieci siti maggiormente cliccati e frequentati del web, acquisendo in breve tempo milioni e milioni di utenti in tutto il globo. Purtroppo però, accanto alle caratteristiche positive di visibilità, congregazione, condivisione, recupero di vecchie conoscenze ed amicizie e nascita di nuove, sono comparse anche delle note assai negative, in particolare legate a problemi e, sempre più spesso, veri e propri casi di dipendenza. I giovani, i quali trovandosi in una fase della vita in cui non hanno ancora delle certezze, né un’identità definita, passano la maggior parte del loro tempo sul web perdendo così ogni contatto con la realtà ed anche la voglia di vivere i rapporti in maniera più concreta e “umana”. Ora non solo gli adolescenti ma anche gli adulti sono a rischio di dipendenza da social network.

“Se sommiamo il tempo trascorso ogni giorno con il computer, internet, cellulari e tv arriviamo a una media di 8-9 ore al giorno passate con uno schermo. Rimane spesso poco tempo per dedicarci ad attività rilassanti e curare le relazioni personali. Il rischio di ammalarsi di videodipendenza e tecnostress è concreto.
L’ assuefazione dai social network potrebbe essere causata dalla fermezza e dalla socialità che questi siti sono appunto in grado di fornire grazie alle loro infinite applicazioni. Come le altre dipendenze, porta le proprie conseguenze e i propri problemi. Quelli più riscontrati a causa di questa patologia sono l’emicrania (l’effetto più diffuso), la tachicardia, ansia, depressione, stress, problemi alla vista e ipersudorazione.

Quando si attraversa un momento di difficoltà, il computer e le sue risorse illimitate possono ridurre notevolmente lo stato di disagio sperimentato, l’ansia o il senso di solitudine, offrendo opportunità di svago e alleggerimento della mente (un veloce calmante che devia dal problema vissuto in quel dato momento). Si rischia in questo modo di instaurare un circuito vizioso per cui, ogni volta che si è in una situazione conflittuale, si preferisce tornare a distrarsi creando una dipendenza, non una soluzione al problema – che invece permane ed, anzi, viene così alimentato. Altri elementi aggiuntivi possono essere: la preesistenza di un’altra condizione di dipendenza (ad esempio alcol, droghe o gioco compulsivo; difficoltà relazionali; fobie o isolamento sociale).

Certamente è molto difficile valutare se e quando un uso eccessivo del web si trasformi in un problema vero e proprio. Molti giovani e meno giovani passano ormai una quantità significativa di ore sul computer senza per questo sviluppare forme di dipendenza. Quello che diventa un segno della eventuale presenza di un “problema” riguarda il modo in cui l’uso di internet riduce la qualità relazionale e interattiva dell’individuo nella sua quotidianità.

Si parla di amicizia data e di amicizia richiesta, ma le amicizie che si creano sui Social Network non sono reali e spesso le due persone non si sono mai conosciute veramente e magari non si conosceranno mai nel futuro. I Social Network  “funzionano” mascherando le personali ansie, preoccupazioni, sbalzi d’umore e il proprio senso di disistima e di solitudine. In tal modo le richieste di nuove amicizie risultano quasi un riempimento, una conferma e/o un rafforzamento del proprio ego.

Tra gli utenti dei Social Network si hanno spesso più “amici” che si associano alla propria pagina personale con i quali non si ha un reale rapporto interpersonale di amicizia. Ciò provoca una distorsione del senso dei veri rapporti amicali e a sua volta una vera e propria dipendenza da amicizia o amico dipendenza, laddove non si riesce più a staccarsi dal web alla compulsiva ricerca di nuove condivisioni e al controllo di possibili richieste o messaggi da nuovi possibili amici. In rete si trovano tantissime informazioni molte delle quali sono sbagliate: gli adulti devono insegnare ai ragazzi a scegliere quelle giuste; nei luoghi di socializzazione virtuali non si sa mai con certezza con chi abbiamo a che fare e gli incontri, spesso, possono essere sgradevoli.

La prima conseguenza è il rischio di non avere più tempo per le relazioni interpersonali vere e proprie, concentrandosi solo su quelle on-line. Ne risente il rapporto diretto e il confronto sia fra amici che fra coppie. Infatti si è completamente persa la bellezza che contraddistingue il guardarsi mentre ci si confronta e il far trasparire le proprie emozioni tramite la mimica facciale, aumentando anche la possibilità di mentire e mantenere la relazione ad un livello più distaccato e freddo. “Tralasciano o dimenticano di fare cose necessarie, anche cose fondamentali per la vita di tutti i giorni. Ritardano i pasti o si dimenticano di mangiare, di bere, di dormire, saltano gli appuntamento o arrivano tardi al lavoro o a scuola”.

Il distacco fisico ha portato inoltre molte persone a volersi e potersi costruire una nuova identità a proprio piacimento, non rispecchiando quella che è davvero nella realtà. Questo ingrediente può essere anche visto come un vantaggio, per tutte quelle persone che per proprie caratteristiche hanno difficoltà a comunicare e a creare dei rapporti. Spesso si perde la cognizione del tempo, si passano ore sul computer senza rendersene conto, si dimentica di svolgere attività importanti, nei casi più gravi anche di nutrirsi o provvedere alla cura di sé. Tutto quello che riguarda internet diviene la sola fonte di energia e soddisfazione, mentre si perde lentamente interesse per il mondo circostante. In poche parole, quando l’uso smodato del computer e di internet compromette le normali attività di tutti i giorni – il lavoro, la scuola, le uscite sociali – e soprattutto le relazioni affettive e la capacità di instaurare legami stretti e duraturi nella vita reale, allora siamo probabilmente alle prese con una situazione entrata in fase di disagio.

Un altro svantaggio portato da questi social network è quello della perdita della privacy in quanto i siti sono organizzati in modo tale da poter condividere tutto della propria vita, da semplici foto ricordo a pensieri profondi, intimi e privati, letti da chiunque abbia la possibilità di accedere al contatto. Diventa soggettivo scegliere cosa pubblicare e a chi dare la possibilità di scoprirlo ed eventualmente commentarlo. Si affrontano anche gli eventuali effetti negativi, per gli utenti che affidano le loro informazioni personali alla rete. Al rischio relativo alla privacy, si aggiunge il pericolo del cosiddetto “furto di identità”: è facile creare identità fittizie, appropriarsi del nome di un’altra persona e addirittura dell’identità, grazie ai dati anagrafici pubblicati sul sito.

Quando per scelta l’individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile, si presentano allora seri sintomi psicologici come ansia, pensieri fissi, depressione, attacchi di panico, paura (ad esempio di non avere più informazioni o collegamenti e di stare o rimanere da soli), problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità. Ad essi si aggiungono problemi sociali, familiari, affettivi e lavorativi quali ritardi o assenze a scuola o a lavoro (con la sua possibile perdita), graduale isolamento, distorsione dei rapporti affettivi e sociali, disgregazione dal gruppo familiare ed amicale.

Anche a livello fisico possono subentrare molteplici problemi. Infine la dipendenza da Social Network può facilitare o associarsi ad altre tipologie di dipendenza connotate dall’utilizzo disfunzionale del web come la dipendenza da internet o la dipendenza da contenuti pornografici online.

Come tutte le dipendenze, per uscire dal circolo vizioso che la dipendenza da internet crea è necessario rinforzare le proprie strutture interne (in questo caso spesso riguardano l’autostima) e sostituire alle vecchie strategie che creano la dipendenza, delle nuove più funzionali. È importante, ad esempio, regolare il tempo che si passa su internet, limitarne l’uso e confinarlo in momenti precisi della giornata, oppure dedicarsi ad esso solo dopo aver svolto compiti necessari. Utile è cominciare a impegnarsi in attività alternative che possano fornire delle soluzioni sane alle sensazioni di noia e solitudine (attività sportive o hobbies di vario genere). Si deve imparare ad usare i social network e non a “farsi usare” da loro.

Possiamo usarli per coltivare i nostri interessi, riallacciare i contatti con alcune persone delle quali si pensava aver perso completamente le tracce. Inoltre si può considerare un ottimo strumento per fare nuove amicizie e nuove conoscenze e quindi ampliare la propria rete sociale. Ricorrere poi all’aiuto di una terapia, soprattutto nei casi più gravi, è fondamentale per sostenere ed aiutare la persona ad uscire dalla dipendenza da internet in modo stabile e duraturo nel tempo.

Don Giorgio Occhipinti

 

Allegati

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