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Protocollo sul Gioco d'Azzardo

Scritto da Pastorale Salute il 20/01/2014

17 gennaio 2014

(Foto Laura Moltisanti)

Ottocentomila euro al giorno, questa l’enorme cifra che in provincia di Ragusa viene spesa in gioco d’azzardo. Un giro di affari che ammonta a circa 300 milioni di euro l’anno. Fanno riflettere i dati esposti dal dottor Giuseppe Mustile del Sert di Ragusa. Un fenomeno che, quando diventa patologia, ha delle gravissime conseguenze sociali. Per combattere questa emergenza l’Azienda sanitaria di Ragusa ha provveduto a sottoscrivere un protocollo d’intesa che verrà adottato in tutti i comuni della provincia. Presenti alla firma, accanto al commissario straordinario Angelo Aliquò, il vescovo della diocesi di Ragusa Paolo Urso, il direttore della Pastorale della salute Giorgio Occhipinti, la provincia regionale di Ragusa, Confcommercio, l’Ordine dei Medici e Lino Giaquinta in rappresentanza della Conferenza dei sindaci. «Occorre sensibilizzare l’opinione pubblica – ha sottolineato Aliquò – educandola al fine di arginare un fenomeno sempre più vasto che, nella provincia iblea, ha acquisito ormai dimensioni preoccupanti». Intervenire attraverso le diverse competenze, questo il senso del documento redatto in collaborazione con la Diocesi di Ragusa. «Una comunità deve fare rete – ha detto S.E. Mons. Paolo Urso – per arginare un problema di vasta identità. La collaborazione di tutti serve ad intervenire in quelle situazioni in cui è necessario uscire dall’isolamento, salvaguardando la comunità, amandola e preservandola da fenomeni negativi, quale il gioco d’azzardo». Questo è un percorso iniziato già da due anni – ha aggiunto don Giorgio Occhipinti – che ci ha portato a condurre una serie di iniziative, nelle scuole, nelle parrocchie, perché il fenomeno del gioco d’azzardo interessa: pensionati, imprenditori, negozianti, casalinghe. I numeri sono trasversali a ogni classe sociale».

Laura Curella