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Ludopatia. La malattia del nostro tempo. Parliamone insieme

Scritto da Pastorale Salute il 01/10/2013

18 Ottobre 2013 - Festa di San Luca Evangelista, medico

ore 17.00 - Sala Confrenze Ordine dei Medici - Ragusa

Incontro formativo per i Medici

Il gioco d’azzardo patologico è una forma di “dipendenza senza droga” ed è un vero e proprio disturbo del comportamento, in cui la dipendenza è data non da una sostanza ma da una attività. In questo caso infatti l’individuo non è dipendente da una sostanza ma da azione, azioni caratterizzate da un bisogno di ripetitività, ossessione e schiavitù.

Il gioco infatti è una tipica occupazione umana, rilassante e divertente, che fa vivere momenti di entusiasmo e relazione ma può anche favorire la creatività e l’abilità; purtroppo alcuni giochi racchiudono in sé il pericolo della dipendenza. Una persona che gioca al casinò, al Lotto, gioca alle macchinette video poker, alle slot-machine, al Bingo o altro, non può essere etichettata di per sé come giocatore d’ azzardo patologico; esistono infatti vari parametri per indicare se siamo di fronte ad un problema o ad un disturbo.

Questi parametri sono quelli che vengono portati al medico di famiglia o allo psicologo e consistono innanzitutto nella richiesta di aiuto da parte del soggetto interessato o di una persona a lui vicino. Il bisogno di giocare che diventa una necessità, qualcosa di più forte del soggetto, una costrizione vera e propria.

È essenziale porre inoltre l’attenzione ad un fattore sociale che altro non fa che rinforzare i comportamenti problematici dei giocatori d’azzardo e cioè le varie pubblicità televisive e su quotidiani di gratta e vinci, lotto, e altro che esortano al gioco stesso, ponendo in una luce assolutamente irreale tali attività; infatti l’esortazione al gioco attraverso la quasi sicurezza delle vincite altro non crea e rinforza la suddetta dipendenza.

 Se infatti da un lato le varie Società è lo Stato stesso ha degli introiti economici derivanti da tali attività, dall’altro fa si che tali disturbi si amplifichino a causa di un riconoscimento sociale positivo. Il Governo ha il dovere di mettere in atto interventi che favoriscano la conoscenza di questo tipo di patologia in modo da frenarne lo sviluppo e quindi suo compito preciso è quello di prevedere adeguati interventi di recupero: un giocatore patologico non può essere lasciato a sè stesso perchè non si può guarire nè imparare a controllare una dipendenza da solo.

Non esiste un profilo di personalità specifico particolarmente predisposto alla dipendenza dal gioco, bensì alcuni tratti che coincidono più o meno con quelli osservati in altri tipi di dipendenza, quali la mancanza di autocontrollo (responsabile di comportamenti impetuosi ed impulsivi), la bassa autostima e gli elementi che costituiscono la personalità limite, narcisistica e antisociale. Inoltre, il sovraccarico di stress, la sensazione di solitudine e la difficoltà di concentrare la propria attenzione sono fattori caratteriali o situazionali che, venendo meno la capacità di autocontrollo, facilitano l’insorgenza di tale dipendenza.

A livello tipologico è possibile suddividere i giocatori d’azzardo per azione e per fuga. I primi hanno perso il controllo sul loro modo di giocare, il gioco è per loro l’unica cosa nella vita. I secondi invece trovano nell’attività di gioco sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione e usano il gioco d’azzardo per sfuggire da crisi o da difficoltà.

I sintomi correlati al Gap possono essere psichici, fisici e sociali. Il giocatore infatti ha ossessione del gioco, alterazioni del tono dell’umore, aumento dell’impulsività, nervosismo, irritabilità, ansia, è soggetto a continue cefalee, insonnia, tremori, sudorazione, palpitazioni ecc; infine i danni economici, morali e sociali sono quasi sempre intrinseci. Come tutte le dipendenze, anche il gioco d’azzardo patologico presenta dei sintomi d’astinenza come inquietudine, nervosismo, insonnia, nausea vomito e tremori.

Le conseguenze più evidenti, inoltre, sono quelle più strettamente legate alle perdite finanziarie e dei propri beni; le ripercussioni sull’ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi, le conseguenze sui figli; tuttavia anche lo sviluppo di disturbi legati allo stress come dolori allo stomaco, ulcere, coliti, insonnia, ipertensione, malattie cardiache, emicranie ecc. possono essere prevedibili. Da un punto di vista psicologico, attraverso una psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale, sarà possibile agire su un duplice fronte; infatti è possibile l’intervento sul giocatore e/o su uno o più familiari. Dopo aver accertato che si è di fronte ad una condizione di Gioco d’Azzardo Patologico o di una condizione che potrebbe scaturire col tempo verso questa diagnosi, si procederà gradualmente alla modificazione dei comportamenti abitualmente scorretti sia del giocatore che dei familiari.

Per questo tipo di patologia molto importante è la prevenzione, sia a livello sociale che personale. Lungi dal chiedere il proibizionismo, si vorrebbe almeno che l’accesso al gioco d’azzardo fosse più moderato, meno incentivato perfino da campagne pubblicitarie.

Don Giorgio Occhipinti

 

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