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Via Crucis itinerante del Malato. Cammino di speranza e di solidarietà.

Scritto da Pastorale Salute il 07/03/2018

23 marzo 2018

Ospedale Maria Paternò Arezzo - R.S.A. - Ospedale Civile - Clinica del Mediterraneo - R.S.A./Villa San Giorgio

Ci sono ambienti, come l’ospedale, in cui la sofferenza è di casa, dove chi li abita è costretto a portare la sua croce giorno e notte. Ma lì ci sono anche persone che cercano di condividere e alleviare il dolore dei pazienti, di coloro che patiscono la malattia del corpo, troppo spesso accompagnata dalle malattie dell’anima, lo scoraggiamento, la sfiducia, la depressione, a volte la rabbia e la ribellione, la disperazione, la solitudine. Proprio quest’ultima è spesso la causa delle precedenti sofferenze psicologiche e spirituali. Per questo l'Ufficio per la Pastorale della Salute ha scelto di fare servizio in tali ambienti, proprio per offrire compagnia e aiuto materiale, per dare coraggio, per portare una nuova speranza e una nuova prospettiva da cui guardare la sofferenza e renderla prezioso strumento di amore e di salvezza. Il modello è uno e uno solo, Gesù Cristo, Colui che per amore ha preso su di sé la sofferenza del mondo ed ha riportato la fiducia e la speranza nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, anche quello piagato e piegato dalle prove della vita. Questo hanno provato, e provano a fare ogni giorno, i Volontari della Cappellania Ospedaliera, silenziosamente e nascostamente.

Il 23 marzo, quinto venerdì di Quaresima, abbiamo organizzato, tra le corsie una Via Crucis. Non c’è un modo migliore di questo per capire la Via Crucis ed il sacrificio di Gesù e per scoprire il valore del dolore umano. Perciò la Via Crucis è risultata nei venerdì di Quaresima particolarmente intensa e commovente, sentita e partecipata. Un susseguirsi di emozioni. “Tutti i malati ci aspettavano e abbiamo vissuto momenti molto forti specialmente nel reparto hospice, dove sono ricoverati i malati gravi e terminali”. Gli operatori si sono sentiti dei “cirenei” per aver portato per un po’ la croce degli altri. Ma cirenei non obbligati a farlo, bensì volontari. E quel luogo di dolore, con quelle persone sofferenti, e con coloro che professionalmente se ne prendono cura, è diventato in quei momenti per molti, se non per tutti, un’esperienza di paradiso.

Don Giorgio Occhipinti

 

Via Crucis itinerante del Malato. Cammino di speranza e di solidarietà.

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