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Le Fragilità in Medicina Generale: aspetti clinici, sociali e legali

Scritto da Pastorale Salute il 14/01/2018

Ragusa, 27 gennaio 2018

Sala Conferenze Ordine dei Medici

Le fragilità 

L'Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute ha dedicato alle fragilità un’attenzione che giustamente vuole essere eloquente nel denunciare una deriva individualistica, che vorrebbe il compimento dell’individuo indipendentemente dalle relazioni con gli altri, e nel far emergere come questa condizione umana che lega tra loro le persone debba essere intesa come un valore.  La fragilità dell’altro, che ha nella malattia la sua epifania, ci chiede innanzitutto di prenderci cura di lui, di sentire un dovere verso di lui, non solo personalmente ma come soggettività sociale.

Spetta soprattutto ai medici aiutare una cultura della cura nella dimensione dell’etica del care. Certo, questo lo fanno molte istituzioni che si prefiggono fini caritatevoli e di dedizione; ma i medici, terapeuti per vocazione, con il loro fare e il loro essere devono diventare un riferimento esemplare a tale riguardo. Se la “persona fragile” costituisce la pietra angolare dell’etica, il medico ne deve tenere conto per il suo lavoro di ricostruzione dell’identità della persona.  

La grandezza e la dignità di ogni persona si devono imporre al medico come una richiesta di responsabilità. E se la dignità è fondata sul riconoscimento dell’umanità da parte degli umani, chi non è più riconosciuto sufficientemente umano avrebbe perso la dignità. Ma la dignità dell’essere umano è imperitura, perché la sua psiche e il suo corpo, la sua persona intera, resta sempre persona che richiede rispetto integrale, in qualunque circostanza.