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XXIII Giornata Mondiale del Malato 2015

Scritto da Pastorale Salute il 13/02/2015

11 Febbraio 2015

“LA CARITA’ DEVE ESSERE DISCRETA E CONCRETA. ACCANTO AGLI AMMALATI SERVE UNA PRESENZA A VOLTE SILEZIOSA” LO HA DETTO

IL VICARIO GENERALE DELLA DIOCESI DI NOTO, MONS. GIURDANELLA, CELEBRANDO A RAGUSA LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Cattedrale di Ragusa gremita di fedeli per la celebrazione della XXIII edizione della Giornata mondiale del malato. C’erano operatori sanitari, volontari, componenti delle varie associazioni attive in città, rappresentanti delle forze dell’ordine e degli enti locali territoriali. Oltre agli appartenenti alla cappellania ospedaliera. Per non parlare della testimonianza resa dai volontari dell’Unitalsi sul servizio svolto per gli ammalati al santuario di Lourdes. Momenti significativi e toccanti in occasione della cerimonia religiosa promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa. Il direttore, don Giorgio Occhipinti, ha spiegato nel dettaglio il senso della giornata. Mentre il vicario generale della diocesi di Noto, mons. Angelo Giurdanella, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, ha tenuto a rimarcare il senso del messaggio proveniente, proprio in occasione della ricorrenza dell’11 febbraio, da Papa Francesco. “La giornata del malato – ha detto don Giurdanella nell’omelia – è stata voluta da Giovanni Paolo II che, in prima persona, ha sperimentato la sofferenza. Questa giornata, vissuta in unione con il santuario della Madonna di Lourdes, ci vuole ricordare come la carità deve essere discreta e concreta. Accanto agli ammalati non bisogna mai essere invadenti ma serve una presenza a volte silenziosa. E poi concreta, fatta di piccoli gesti, così come Papa Francesco ci indica nel messaggio che ci ha inviato proprio in tale occasione. E, riprendendo l’espressione del libro di Giobbe (“occhi per il cieco, piede per lo zoppo”), ci ha voluto sottolineare, in fondo, la concretezza della solidarietà e della condivisione. Occhi che vedono, occhi nuovi che sappiano vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli. Ma anche piedi che sappiano camminare perché, dice sempre Papa Francesco, un cristiano che sta seduto, è un cristiano che non crede. L’icona della fede è la strada, il cammino. Lo ha detto Gesù: “Io sono la strada”. E, dunque, una fede in cammino è una fede che cresce, una fede che va incontro. Soltanto camminando si incontrano gli altri. Per cui mi meraviglierei di un cristiano che non sa far strada assieme agli altri e, soprattutto, assieme a chi, nella vita, attraversa un momento di debolezza, di sofferenza, di solitudine. Perché credo che il peggior male di oggi sia la solitudine”. Poi, mons. Giurdanella ha rimarcato il motivo della sua presenza a Ragusa. “Qualcuno mi ha chiesto – ha aggiunto – cosa ci faccia il vicario generale della diocesi di Noto qui, in un’altra diocesi. Ho risposto con semplicità che siamo la stessa Chiesa di Dio. E poi le nostre diocesi sono confinanti, Modica e Ragusa. E, come se non bastasse, ho anche una grande stima nei confronti del vostro vescovo, mons. Paolo Urso, che è stato nostro insegnante a Catania e a cui ci lega una vecchia conoscenza, oltre che tanto affetto e tanta stima. Voglio dunque ringraziare don Occhipinti per avermi dato l’opportunità di celebrare a Ragusa la giornata mondiale del malato”. Già ieri, in mattinata, nella cappella dell’ospedale Civile, mons. Giurdanella aveva celebrato una santa messa animata dai pazienti del Centro diurno alzheimer. A cui ha fatto seguito la processione con il simulacro della Madonna di Lourdes nei reparti dell’ospedale. Tra gli altri momenti che hanno caratterizzato la celebrazione in Cattedrale, la preghiera della Giornata del malato declamata dall’artista Franco Cilia. “E’ stato – dice don Occhipinti – un momento di comunione e di fraternità davvero molto particolare. Ho apprezzato davvero parecchio il grado di condivisione, sempre più elevato, che stiamo raggiungendo grazie all’immane lavoro portato avanti dai volontari che, ogni giorno, si spendono per aiutare i malati, i sofferenti, tutti coloro che hanno bisogno di una parola di conforto e di sostegno”. Le celebrazioni per la Giornata mondiale del malato si sono tenute nei vari vicariati della Diocesi e prima di ogni celebrazione eucaristica i volontari Unitalsi hanno avuto modo di testimoniare il proprio servizio a sostegno degli ammalati.