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"City Act" e "Make our home", la cura del verde per una cittadinanza attiva

Scritto da il 28/07/2017

Da oggi e fino al 31 dicembre 2017 ventotto richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria, residenti presso i centri di accoglienza della Fondazione San Giovanni Battista, saranno impiegati in attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico (ville e spazi verdi comunali) e di aree urbane come strade, aiuole, cimiteri etc.
L’avvio del progetto, denominato “City Act”, è stato fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale che con la Fondazione San Giovanni Battista aveva sottoscritto un protocollo d’intesa per attivare azioni finalizzate a favorire processi d’integrazione efficaci tra cittadini e migranti presenti sul territorio. In questi giorni l’assessore ai Servizi Sociali Gianluca Leggio si è recato presso piazzetta Ancione, uno dei siti oggetto degli interventi di manutenzione, incontrando i giovani migranti, che avevano già ripulito gran parte dell’area, e gli operatori della Fondazione San Giovanni Battista.
Sono già state ripulite anche la villetta San Giovanni e quella della Prefettura. Tra gli altri siti dove si interverrà, i giardini iblei, villa Margherita, villa Aylan, i cimiteri. “E’ un progetto per noi molto importante – sottolinea l’assessore Gianluca Leggio – perché ha il nobile obiettivo di costruire un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti dei centri di accoglienza al servizio del territorio dove attualmente vivono”.
A fianco del progetto "City Act" muove i suoi passi "Make our home", principalmente concentrato sugli spazi verdi interni alle strutture di accoglienza di Ragusa.
“La riflessione pedagogica che muove tale semplice attività - spiegano i responsabili dei progetti SPRAR Maria Taranto e Giancarlo Scrofani - è la consapevolezza che la cura verso l'ambiente e l’altro riguarda la cura verso se stessi e verso il mondo.  E' in tale semplicità che si può configurare ed istituire il senso della corresponsabilità e di appartenenza. E' un piccolo segno, una partenza, che traccia la strada lungo la quale vogliamo lavorare tutti insieme. Abbiamo deciso di dedicare ampio spazio è dedicato alla cura delle aree verdi della struttura, da una parte destinate a giardino floreale e dall’altra alla semina di ortaggi, verdure e piante aromatiche. Il tutto anche grazie alla collaborazione di una ditta esterna che ha donato semi e piante, ECOFABER di Modica".
E' impegnato in questa attività anche un ex beneficiario del centro SPRAR che, dopo due mesi dall’uscita e una buona integrazione sul territorio, ha chiesto di poter svolgere attività di volontariato presso la struttura che lo ha precedentemente ospitato. "Segnale - confermano i responsabili - questo della buona riuscita del percorso individuale ed esempio educativo per tutti gli altri ospiti attualmente presenti”.